“Stop accoglienza business”, striscione di Forza Nuova vicino a centro migranti

CASTIGLIONE D’OTRANTO- “Stop accoglienza business”. Porta la firma di Forza Nuova lo striscione apparso in mattinata a Castiglione d’Otranto, sul muro del cimitero, lungo una strada non scelta a caso, ma che conduce al più grande centro di prima accoglienza per migranti della provincia di Lecce. 

Una frase, quella della formazione di estrema destra, che calata in questo contesto ha sfumature ben precise, dopo lo scandalo di Roma capitale da un lato e il clima ad alta tensione in seguito ai fatti francesi dall’altro. “Non so se è spia di qualcosa – dice il sindaco di Andrano, Mario Accoto -. Certamente qualcosa in questo tipo di accoglienza, in generale, non va e favorisce uscite di questo tenore. Nel caso di Castiglione, noi siamo completamente tagliati fuori dalla gestione della struttura”.

Il centro di Masseria del Monte ha aperto i battenti in seguito all’ondata conseguenza della Primavera Araba. Poi, i migranti africani hanno nell’ultimo anno lasciato il posto soprattutto a cittadini afghani e di altri Paesi arabi. Non sono mancate, in passato, le tensioni. Che ora, alla luce del nuovo quadro internazionale, potrebbero anche avere nuova linfa.

È questo, si diceva, il centro di prima accoglienza in cui è ospitato il numero più alto di migranti, sotto il coordinamento della Prefettura. Altrove, sempre nel Leccese, si è optato per una gestione differente: piccoli appartamenti da 6-8 persone al massimo, come quelli gestiti dall’Arci di Trepuzzi, mai aggregazione di grandi numeri, per agevolare percorsi di autonomia, l’insegnamento dell’italiano, il ricambio continuo.

“Dopo l’inchiesta di Roma – dice Marcello Gennaro, membro del direttivo Arci – paghiamo le conseguenze anche noi, che abbiamo bilanci pari a zero e impieghiamo una cinquantina di collaboratori”.  Sono due i sistemi presenti in provincia: gli Sprar per la seconda accoglienza, con bandi del ministero dell’interno e in collaborazione con gli enti locali.

E poi, appunto, i centri di prima accoglienza gestiti per conto della Prefettura di Lecce, che richiede requisiti altissimi e prevede rette giornaliere tra i 27 e i 30 euro per ogni persona accolta.

 

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