Bufera su Capitale della Cultura: Nessun voto per Lecce. “Il sindaco si dimetta”, Perrone: “Andiamo avanti”

LECCE-  Il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini ha reso noto nelle scorse ore l’esito della votazione dei 13 giurati, che hanno valutato le città candidate a Capitale Europea della Cultura 2019. 

Nessuno dei 13 giurati ha scelto Lecce. Nessun voto per la città barocca, mentre Matera ha fatto incetta di voti (7). Un verdetto totalmente negativo per il capoluogo barocco, che insieme a Perugia e Cagliari non ha ottenuto alcun voto dai giudici: Ravenna e Siena hanno conquistato ciascuna 3 voti. E questa notizia, probabilmente scatenerà nuove polemiche. Smentito il primo cittadino Paolo Perrone, che all’indomani della sconfitta aveva dichiarato che alla città di lecce sarebbero andate tre preferenze.

“Il sindaco chieda scusa ai leccesi”, dicono il capogruppo del Pd al Comune, Paolo Foresio, e il consigliere Udc Luigi Melica. Replica Perrone: “Prendiamo atto dell’ufficialità del risultato finale della votazione dei commissari.  Fonti interne al Ministero, che evidentemente oggi si rivelano inattendibili, ci avevano assicurato che la candidatura di Lecce aveva ottenuto le preferenze di alcuni componenti della commissione. Al di là dei voti, resta la bontà del nostro dossier, evidenziata anche dal referto della commissione che lo premia per partecipazione e per proiezione verso il futuro.

Abbiamo comunque ottenuto lo straordinario risultato di essere Capitale italiana della cultura 2015. E da qui noi dobbiamo partire. Lecce sarà all’altezza delle aspettative grazie al contributo di tutti i leccesi. Non si schiererà dalla loro parte, purtroppo, chi non ha mai creduto in Lecce 2019 e l’ha più o meno contrastata, e continua a sprecare fiato ed energie per fare inutili polemiche”.

CAPITALE CULTURA

E questa notizia, probabilmente scatenerà nuove polemiche. Smentito il primo cittadino Paolo Perrone, che all’indomani della sconfitta aveva dichiarato che alla città di Lecce sarebbero andate tre preferenze.

 

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