Tentata estorsione in cantiere: il titolare denuncia e fa arrestare “Il Sogliola” e il socio

LECCE- 5mila euro “per far mangiare gli amici”. Con questa minaccia, condita da calci sferrati ad un’auto, un uomo ha tentato l’estorsione in un cantiere edile. Ma la vittima ha denunciato, facendo aprire le porte del carcere per due persone. 

La polizia ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di Francesco Lipari, 45enne leccese, e Antonio Calò, 31enne di Nardò. Quest’ultimo, difeso dall’avvocato Paolo Cantelmo, era già ai domiciliari per altro reato.  I fatti risalgono al mese di settembre e furono raccontati dal titolare della ditta in questura, negli uffici della Squadra Mobile: presso il cantiere da lui gestito, una persona che si presentava come “il sogliola di Lecce”, aveva avvicinato un suo dipendente dicendogli di volere dal suo superiore la somma di 5.000 euro, necessari “per far mangiare gli amici”, minacciando di bruciare gli automezzi dell’azienda qualora non avesse pagato.

Il giorno seguente il “sogliola” -nel frattempo identificato dalla Squadra Mobile in Francesco Lipari- tornò dal dipendente a cui aveva fatto la richiesta, intimandogli di non parlarne mai per telefono. In quella circostanza, l’operaio riconobbe, nell’auto con la quale era arrivato Lipari, un giovane. Era lo stesso che, qualche mese prima, era stato coinvolto in un incidente stradale con un mezzo della ditta.

Il terzo giorno delle minacce, il 26 settembre, quando il fatto era già stato aveva denunciato, Lipari tornò alla carica, stavolta con minacce rivolte direttamente al titolare ed al dipendente: mentre prendeva a calci un’auto della ditta, gridava che se lo avessero denunciato, avrebbe “fatto volentieri sette anni di galera” ma appena uscito si sarebbe vendicato. Alla luce delle indagini, il gip Giovanni Gallo, su richiesta del pm Carmen Ruggiero, ha emesso le ordinanze.

 

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