Comune di Casarano in dissesto, arrivano i liquidatori per pagare i debiti

CASARANO- Dopo la dichiarazione di dissesto finanziario, comincia la fase della sistemazione dei conti per il Comune di Casarano. In mattinata, infatti, il Prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, ha ricevuto i componenti della Commissione straordinaria di liquidazione, nominata con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministero dell’Interno.
Saranno i tre membri (Michele Marcuccio, funzionario economico finanziario del Ministero dell’Interno in servizio presso la Prefettura di Lecce; Giuseppe Sicilia, responsabile del Servizio finanziario del Comune di Carolei (Cs); Luca Delle Canne, dottore commercialista), che si insediano in queste ore a Palazzo dei Domenicani, a provvedere all’amministrazione della gestione e dell’indebitamento pregresso, oltre che all’adozione di tutti i provvedimenti per l’estinzione dei pagamenti sospesi a carico dell’ente.

Il passivo, stando ai calcoli del bilancio, ammonta a 15 milioni di euro. Senza contare, però, eventuali residui ulteriori che spetterà alla commissione revisionare. Il primo passo, infatti, sarà la ricognizione dei debiti e la predisposizione, entro tre mesi, del bilancio riequilibrato, che dovranno approvare il Ministero dell’Interno e il Comune di Casarano. Dopo, inizierà la liquidazione vera e propria del passivo, da ripianare entro un anno. I maggiori creditori restano i fornitori di energia elettrica, quelli dei servizi d’ambito e della raccolta rifiuti, oltre alla società dei lavoratori interinali.

“Non avevamo alternative, la dichiarazione di dissesto non è stato un atto discrezionale – rimarca il sindaco Gianni Stefano -. Nella delibera 164 del 2014, la Corte dei Conti ha certificato che ci sono diversi punti di squilibrio del bilancio e ha intimato al Comune di porre in essere procedure di equilibrio, che però l’ente non è in condizione di eseguire. È la stessa Corte a dire che il Comune si trova ora ad affrontare i problemi di un bilancio gestito in maniera superficiale, soprattutto dal 2007 al 2010. Ad ogni modo – conclude Stefano – per i cittadini non cambierà nulla perché tutti i tributi e le aliquote sono già al massimo, così come il pagamento dei servizi a domanda individuale, e abbiamo già eliminato ciò che di poco c’era di superfluo. Non c’è più niente da tagliare”.

 

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