Effetto primarie in Consiglio: Sel punta i piedi sui provvedimenti

BARI- L’effetto primarie riverbera in Consiglio regionale. Come prevedibile. E’ Sinistra Ecologia e Libertà a farsi sentire, con maggioranza e opposizione. E la sensazione è che così proseguirà sino alla fine della legislatura. L’occasione per battere i pugni è stata la proroga di un anno al Piano Casa. Non tanto la legge composta da un solo rigo. Ma dalle tre pagine di emendamenti presentati da Pd e Udc, con il supporto di Forza Italia. Una parte di questi mira al riconoscere premi volumetrici sugli ingrandimenti o sulle riqualificazioni delle abitazioni, ad incentivare gli investimenti privati nel settore, sostenendo si i lavoratori ma anche il giro d’affari di tutte le piccole e medie imprese che caratterizzano il comparto edile.

Nulla da eccepire se non fosse che – ha accusato il presidente Losappio – chi vuole queste modifiche è in palese conflitto d’interesse: fatto salvo Erio Congedo, Forza Italia, Epifani e Longo, rispettivamente Pd e Udc sono costruttori e Negro, sempre Udc, è architetto. Di lì l’ordine a votare contro. Puglia in Più ha preso tempo per capire la posizione dell’assessore Barbanente che, pur ribadendo che la crisi dell’edilizia non cesserà con questa proroga, si è detta favorevole a patto che l’aumento della quantità sia ricambiato con la qualità degli interventi.

Sel, comunque, ha continuato sulla sua strada votando contro gli emendamenti e astenendosi sul voto finale, insieme a due esponenti del Pd Mennea e Lemma.

E dire che le proteste attese erano altre. Come quella antitrivelle del Movimento 5 stelle all’esterno del palazzo e quella dei cartelli esposti da Forza Italia per protestare contro la mancata censura da parte del presidente Introna al governatore Vendola dopo il vaffa indirizzato ai forzisti nell’ultima seduta.

Via libera dall’Aula invece alla possibilità di utilizzare una quota superiore al 20% dei proventi della vendita degli alloggi di edilizia residenziale pubblica per far fronte all’aumento delle tasse sugli stessi. In più è stata reintrodotta la norma grazie alla quale la Regione avrà il controllo sulle deroghe all’obbligo di assegnazione degli alloggi secondo l’ordine in graduatoria. E infine chi abbia maturato almeno tre anni di occupazione abusiva della casa alla data di entrata in vigore della legge, regolarizzerà automaticamente la propria posizione.

 

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