“Non sono un assassino”, quando la verità processuale si allontana da quella materiale

LECCE- Il sostituto procuratore Giovanni Mastropaolo viene ritrovato dalla domestica nel suo studio, riverso sulla scrivania, ucciso da un colpo di proiettile. Alcune prove portano ad accusare dell’omicidio un suo vecchio amico, il vice questore Francesco Prencipe che dall’interno del carcere di Potenza dovrà lottare per gridare la sua innocenza.
Non sono un assassino” è un legal thriller che racconta di un omicidio in cui il colpevole riesce a farla franca, dimostrando che il suo principale accusatore aveva visto male. Caringella, Consigliere di Stato e scrittore, stimola nel lettore una riflessione, attraverso un racconto inventato, sulla verità processuale, che alle volte si allontana da quella materiale. Il giallo viene raccontato dal punto di vista dell’imputato, che è sbattuto in galera per reato di omicidio, rispetto al quale si proclama innocente e davanti al giudice, grida la sua verità sperando di essere ascoltato.

E’ un continuo gioco di trasfigurazioni tra realtà e apparenza, dove l’apparenza prevale. Una visione dura della giustizia, che viene riscattata a tratti dall’umanità dei singoli personaggi”- ha spiegato il professore Pierluigi Portaluri, relatore nella presentazione leccese del libro. Nel romanzo non vince nessuno, nemmeno l’assassino che è costretto a scappare dopo la sentenza: un racconto dove il sole non brilla mai, l’ambientazione è grigia, piena di nubi, che nascondono anche la verità.

 

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