Le ambizioni di Vendola: ecco perché è sempre lontano dalla Puglia

BARI- Negli ultimi quattro anni Nichi Vendola è stato più in giro per l’Italia che in Puglia. Ha tramato e, forse, sperato nel successo di Renzi per poter tentare di riaggregare coloro che appartengono ad una sinistra chiusa intransigente e certamente non riformista. La battuta della scorsa settimana dell’ex ministro della sanità Rossi Bindi, servirebbe un nuovo Ulivio, ha forse voluto anticipare le grandi manovre che potrebbero concretizzarsi con la nascita di una sorta di ulivo bis, a Milano, il prossimo 23 gennaio. Vendola vorrebbe riunire la vecchia DC di sinistra con i sindacalisti più caldi, vedi Landini, ed essere riferimento di tanti simpatizzanti che potrebbero non credere più al partito democratico Renziano.

La iper attività politica del governatore uscente , negli ultimi 50 mesi, se ha potuto significare un parziale tradimento degli impegni di governo per la Puglia certamente non ha limitato un tentativo di rinascita nazionale. Per Nichi Vendola Romano Prodi non è preistoria anzi, specifica, che è assurda questa lettura così come quella di voler far passare , come profeta del futuro, l’ex premier inglese Tony Blair.

Vendola dal 23 al 25 gennaio tenterà di creare un rassemblement che vada dagli scontenti del partito democratico, passando dagli estremi della sinistra e giungendo sino alla vecchia Democrazia Cristiana o ai cattolici dissidenti da Renzi, anche se in Puglia, lui, prima usa l’Unione di Centro di Casini per mantener la maggioranza in consiglio regionale convocandoli anche al tavolo del centrosinistra e poi, in queste ore, fa contestare questo partito proprio da Sinistra ecologia libertà e dalla Puglia in più, la nuova formazione voluta, per le primarie, dal suo candidato regionale.

 

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