Primarie centrosinistra: il vero problema non sono i votanti ma gli indecisi, in primis i renziani

BARI- Chi sarà il futuro candidato alla presidenza della regione Puglia per il centrosinistra lo si saprà nella tarda serata di domenica ma sino a quell’ora il primo problema dei tre protagonisti, Minervini, Emiliano e Stefano, sarà conquistare gli indecisi in primis e poi sperare in una buona affluenza alle urne.
Una scarsa presenza di votanti potrebbe non avvantaggiare l’ex sindaco di Bari e determinare una minor differenza rispetto agli altri due competitori. La disaffezione manifestata, addirittura in terra di Romagna, è la prova di quanto, anche il popolo del centrosinistra, sia non entusiasta dell’attuale situazione e quindi, anche in Puglia, non fruire del consenso spontaneo in questa tornata di primarie.

Se Stefano è espressione principalmente del gruppo vendoliano, ma anche di altri settori della società civile non propriamente impegnati nella sinistra più estrema, è anche vero che il consenso del Partito Democratico potrebbe diluirsi non solo tra i due esponenti, Emiliano e Minervini, ma subire il fascino dell’astensionismo o dell’indecisione sino all’ultimo minuto.

Oltre a questi fattori ci sarebbe un non entusiasmo, per le primarie pugliesi, proprio del leader Renzi il quale avrebbe fatto quasi percepire un: “Regolatevi come meglio credete senza fare la grande battaglia…”. 

Sul nostro sito Tr News.it potrete continuare a votare i candidati alle primarie ed, a mezzogiorno di oggi, su 1117 votanti (da ogni Computer non è possibile votar due volte ) c’è un 21 % che direbbe no a tutti e tre, un 37 che guarderebbe ad Emiliano, contro un 34% per Stefano ed un 8% per Minervini. Ricordiamo che tale dato non può esser considerato scientifico, pur se 1117 elettori non sono un piccolo numero, e potrebbe riguardare un risultato prettamente salentino essendo, il nostro maggior bacino, rappresentato dalle province di Lecce, Brindisi e Taranto.

SONDAGGIO ORE 12

 

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