La criminalità uccide l’economia, si alza il grido della Confcommercio

LECCE- La legalità nell’economia italiana è una chimera. I numeri parlano chiaro, la criminalità frena lo sviluppo e la crescita : – 26 miliardi di euro l’anno e 260 mila posti di lavoro regolari persi.

Nella giornata della legalità promossa dalla Confcommercio nazionale i numeri delle ultime indagini sui consumatori e sulle imprese non confortano. La crisi è ovunque e il settore del commercio ne risente, con gli imprenditori vittime di reati che spaziano dal taccheggio alle rapine e ai furti, dal lavoro nero all’abusivismo, sino ad arrivare al racket e all’ usura.

Se ne è parlato in tutta italia,nelle diverse sedi di Confcommercio collegate in video conferenza con Roma. A Lecce ospiti i protagonisti della battaglia quotidiana su più fronti alla criminalità economica: dalla contraffazione, alla quale sempre più spesso, ha detto il comandante provinciale della Gdf Vincenzo di Rella ci si rivolge alimentando le tasche delle organizzazioni criminali, al racket e usura, reati sui quali si è soffermato il procuratore capo della Dda Cataldo Motta, pericolosi, perché quasi accettati dalla gente, subiti in silenzio, proprio come la nuova mafia stile Provenzano desidera: benefattrice, pronta a soccorrere chi è in difficoltà per poi impadronirsi, a poco a poco, della vita e della dignità. Eppure, in un anno, nel distretto di Lecce, Brindisi e Taranto sono 3 le denunce per usura, 15 quelle per racket.

 

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