Corte dei Conti e Banca d’Italia accendono i fari sulla Puglia: disoccupazione e dissesti partecipate

BARI- Il Mezzogiorno supera il 6% di arrivi e l’1% di presenze ma la Puglia registra un -14,9% di arrivi ed il -20,2% di presenze. Dalla fine del 2012 il tasso di disoccupazione è progressivamente cresciuto portandosi nel primo semestre dell’anno in corso al 21 per cento, un livello superiore di oltre otto punti percentuali rispetto alla media nazionale. Sono i dati del report della Banca d’Italia: i primi relativi al turismo, i secondi alla disoccupazione. E i settori più in crisi sono quelli dell’edilizia e dell’agricoltura. “il fatturato delle imprese pugliesi -stando al report- nella prima parte del 2014, «si sarebbe ulteriormente ridotto, risentendo principalmente del calo della domanda interna». E ancora, «le vendite all’estero, sebbene complessivamente in crescita nel primo semestre dell’anno, hanno evidenziato un rallentamento nel corso del periodo». Tutto questo con le aziende che «hanno ulteriormente ridotto la spesa per investimenti nel 2014 e ridimensionato i piani per il 2015 malgrado le attese positive sull’evoluzione degli ordini e sullaproduzione nei prossimi mesi».

Parallelamente la Corte dei Conti accende i fari sulle società partecipate. Sono 385 (tra Regione, Comuni ed ex-Province) con 7271 dipendenti che costano 286 milioni di euro: il 45% del bilancio di tali società se ne va in spese per il personale.

Secondo “Italia Oggi”, le sole 161 società che chiudono i conti in rosso hanno un indebitamento di 905 milioni di euro a cui va aggiunto un deficit complessivo che supera i 30 milioni di euro. E si va dall’Arif (Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali), che nonostante i 1.200 dipendenti e un indebitamento di 38 milioni di euro ha fatto 80 nuove assunzioni, alla fiera del levante; d’all’Amiu di Taranto, alla Lupiae Servizi di Lecce.

 

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