Ico Tito Schipa, da gennaio a rischio 120 tra amministrativi, orchestrali e lirici. Manni: “La Regione non ci penalizzi”

LECCE- A rischio 120 famiglie tra amministrativi, orchestrali e lirici della Ico Tito Schipa di Lecce. Dalla Regione sempre un trattamento di serie B rispetto alla Fondazione Petruzzelli, che ora si avvarrà anche di tutti i benefici di Bari Città Metropolitana, ed il contributo annuo è stato sempre, per la fondazione leccese, di circa 120 mila euro, nel paradosso stessa cifra concessa dal Comune di Lecce. La riforma Delrio, ed i tagli, di fatto azzoppano l’attività sinfonica e lirica del Salento. La non assegnazione delle deleghe non fa comprendere se interlocutori della Tito Schipa saranno i Comuni, o la Regione, ed i tagli hanno inibito la Provincia di Lecce all’erogazione del contributo annuo pari a circa 1 milione e 400 mila euro pur se, proprio nei giorni scorsi, il Presidente Gabellone abbia tentato una riunione con i Sindaci per cercare una soluzione. Soluzione che non giunge da Bari come non ancora destinato, dopo ripetute riunioni, il contributo di 300 mila euro previsto a Luglio dall’assessore Godelli per l’attività sino a fine dicembre.

L’interrogativo, dichiara con preoccupazione la direttrice Grazia Manni, è pero legato ai cartelloni lirico sinfonici per l’anno 2015 per Manni potrebbe esser controproducente il clima elettorale delle prossime regionali ed il baricentrismo che penalizza la Fondazione da lei diretta. Per la Godelli la problematica leccese è da assimilare alle altre di Bari e Taranto ma per Grazia Manni non è cosi e si userebbero le altre realtà per penalizzare quella leccese.

Infatti a Taranto i dipendenti non hanno contratti collettivi di lavoro, godono del contributo di Puglia e Basilicata e si impegnano per chiamata diretta cosi come, per coloro che operano nella Ico Tito Schipa di Bari che, in caso di chiusura, verrebbero comunque assorbiti essendo dipendenti dell’Ente Provincia.

Ancora una volta il Salento rischia l’isolamento economico e culturale per una politica nazionale confusa, vedi deleghe ancora assenti, e fatta di tagli e per una gestione regionale penalizzante il sud della Puglia.

 

“Tra disinteresse della Regione e pasticcio legislativo delle ultime riforme, si sta decretando il progressivo impoverimento culturale di tutto il Salento con una politica vergognosamente dettata da Bari e orientata solo al baricentrismo”. Lo dichiara il presidente del Movimento Regione Salento, Paolo Pagliaro. “La Regione Puglia fa orecchie da mercante e, nonostante anche i ripetuti appelli del Presidente Gabellone, continua a ritardare il trasferimento della delega alla Cultura (e i relativi fondi) alla Provincia stessa. E così, un fiore all’occhiello del Salento rischia di chiudere i battenti. A questo proposito -dice- sarebbe utile se anche il Sindaco di Lecce intervenisse con determinazione a riguardo, ieri era a far festa a Matera con il ministro Franceschini… e c’è una città, una storia e dei lavoratori che hanno bisogno di lui”

“Oltre al destino di decine di lavoratori – dichiara il consigliere regionale di Forza Italia, Aldo Aloisi – in ballo ci sono 50 anni di cultura e tradizione salentine che rischiano di essere polverizzate da una Regione dormiente e disinteressata… Se non si dovesse tenere la stagione, sarebbe uno schiaffo incommensurabile a tutto il nostro territorio. Mi auguro che la Giunta si svegli dal letargo – conclude Aloisi – ed intervenga per salvare il futuro di un pezzo di storia della cultura leccese, oltre che una delle orchestre più prestigiose nel palcoscenico italiano”.

 

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