Asl, le nuove nomine slittano. Ma di poco

BARI-  L’aria era quella di chi attende di capire che succederà da qui a qualche giorno. Ma di risposte, chiare, non ne sono arrivate. I direttori generali delle Asl e l’assessore alla Salute Pentassuglia si sono incontrati sul terreno comune della Commissione consiliare per parlare della riorganizzazione dell’emergenza urgenza.

Condivisa da tutti, non senza però qualche sottolineatura come la necessità di scorporare subito le strutture territoriali per la cronicità dal piano di riordino così da non correre il rischio di stressare ulteriormente gli hub dei grandi ospedali. Ma sullo sfondo la questione era un’altra. Le proroghe. E tra loro, i direttori, qualcosa se la sono detta a denti stretti. Che si fa? Che succederà? Perché a cominciare dal dg della Asl di Bari al quale il contratto è scaduto in queste ore, al collega di Lecce al quale scadrà venerdì, nulla è ancora dato sapere. “Resterete con pieni poteri fino a nuove nomine” ha detto Pentassuglia.

Ma quando queste arriveranno non si sa. L’ipotesi più accreditata è che si proceda con le proroghe fino a fine mese, tempo di capire come finiranno i ricorsi degli esclusi dalla lista degli idonei. Lo stesso Pd preme per rinviare il tutto alla nuova giunta, ma né il governatore Vendola né lo stesso Pentassuglia, come dichiarò anche nel corso di Open, sono disposti a rinviare lasciando le Asl con guide provvisorie. Il toto nomi impazza e i papabili per Lecce, Narracci e Gorgoni attendono.

Intanto le Asl sono prese di mira dalla politica. L’opposizione prima e ora lo stesso democratico Blasi puntano il dito contro quella che l’esponente del Pd ha definito “una massiccia riorganizzazione del sistema sanitario salentino effettuata nonostante sia prossima la scadenza degli organismi direttivi delle AA.SS.LL. e nonostante sia avvenuta senza aver consultato la delegazione trattante e senza nessuna indicazione da parte del Direttore del Dipartimento di Prevenzione e dei Direttori di Struttura complessa” di qui la richiesta a Pentassuglia di sospendere gli atti.

Ma il dg Asl Mellone non ci sta e chiarisce: “Non ho fatto alcun nome, ho solo determinato i dipartimenti, le strutture semplice e strutture complesse. Era un provvedimento obbligatorio, atteso da due anni per la trattativa con i sindacati, e alla cui mancanza sino ad oggi è legato a uno dei punti per i quali sono stato bocciato nelle valutazioni di metà mandato. Se non le avessi fatte avrei esposto la Regione ad inadempienza. Le nomine – conclude – le lascio al mio successore”.  

 

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