Trivelle: il patto d’acciaio tra comuni, parco, Provincia e università

OTRANTO- Un documento unitario contro le trivelle e un’accelerata all’iter per l’istituzione dell’area marina protetta: i sindaci del Basso Salento fanno quadrato contro il rischio di prospezioni sismiche al largo di Punta Ristola, dopo il primo incontro organizzato ad Andrano dal Parco Otranto-Leuca e dal Comune. Qualcosa, dunque, inizia a muoversi e si cerca un coordinamento delle azioni, in vista, innanzitutto, della scadenza del 21 dicembre prossimo, data entro la quale vanno depositate al Ministero dello Sviluppo economico le osservazioni alle richieste di ricerca del petrolio presentate dalla società americana Global Med.

Anche in quest’ottica arriva la convocazione per il prossimo 20 novembre da parte del presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, che si è appellato anche all’Ateneo: “Il rettore Vincenzo Zara voglia far intervenire alla riunione i soggetti, individuati all’interno dell’Università, a supporto delle valutazioni tecnico-scientifiche del tavolo”, ha rimarcato.

Ed è stato proprio il mondo accademico, per il tramite di Fernando Boero, docente di Biologia Marina, a ragguagliare, in serata, ad Andrano, i sindaci del Parco regionale Otranto-Leuca, sgomberando il campo da ogni equivoco: un incidente in quel tratto di mare, per via del gioco delle correnti, metterebbe a rischio l’intero Mediterraneo.

Non è dunque solo un problema dello Ionio Settentrionale o del Basso Adriatico. Bisogna affilare le armi. La presenza di un’area marina protetta sarebbe servita a rafforzare la battaglia politica. Ma, questo è certo, da sola non avrebbe costituito comunque un deterrente tanto forte da scongiurare il sì alla valutazione di impatto ambientale. Tuttavia, è una strada da continuare a percorrere, dopo la presentazione della richiesta al Ministero nel 2005 da parte dell’Università, percorso lasciato a metà dal territorio. Ora, ovviamente, si prova a riprendere il filo del ragionamento. Ma bisogna anche affrettarsi con i rapporti da mettere nero su bianco per “smontare” gli studi di impatto ambientale, corposi e tecnici, presentati dalla società.

 

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