Vendola: “La Regione non è comitato elettorale” ma polemiche tra candidati fanno pensar ad altro

BARI- In occasione delle elezioni europee partirono sms per l’assessore Gentile, ora email direttamente dall’assessorato all’agricoltura e Vendola è costretto a dire: “La Regione non è un comitato elettorale e vogliamoci bene”. Secca la replica di Minervini e Stefano: “Ok ma non siate ipocriti” come sottolineare che, malgrado l’invito, ormai non si riesca a convincere alcuno dell’atmosfera non tesa.

Ma Vendola scende in campo non tanto per le prossime primarie ma unicamente perchè teme per la tenuta della sua maggioranza per i due consigli regionali che entro martedì valuteranno situazioni sensibili, dal bilancio al precariato, a volte a svantaggio di quanti hanno sperato in pubblici concorsi.

Così come per la sanità, cittadini delusi dal permanere delle liste d’attesa e dalla gestione complessiva passando anche da alcune inchieste giudiziarie da qualcuno sempre disconosciute, anche per l’occupazione migliaia di giovani amareggiati malgrado abbiano investito 20 euro per partecipare alla prova concorsuale.

20 euro che hanno unicamente procurato alle casse della Regione migliaia e migliaia di euro, contro la delusione della infranta speranza occupazionale. Sembra,in questa Regione, che per aver un futuro si debba diventare precari,fruire della corsia preferenziale della stabilizzazione ma solo se si e’ negli organici di tante partecipate, molte inutili, e di troppi assessorati.

Sì, perchè tanti medici ed infermieri precari negli ospedali pugliesi, e salentini, non conoscono ancora il loro futuro dal prossimo dicembre.

Le Primarie, che la destra ancora non riesce a far sue malgrado i tentativi di proporle, avrebbero dovuto rappresentare, per i tre candidati, l’occasione di una parola di speranza contro gli sprechi, i carrozzoni e le anomalie che in questi 10 anni hanno fatto serenamente dimenticare le corbellerie delle precedenti giunte.

Invece, in queste settimane, si è assistito al cannibalismo delle opportunità per delegittimarsi reciprocamente tra i tre moschettieri della Puglia Migliore. Le Primarie costeranno 1 euro contro i 2 delle passate consultazioni anche se non si comprende se la riduzione sia per la crisi o per non farle assimilare al ticket regionale che qualche settimana fa fece scoppiare i cup delle Asl pugliesi.

Su www.trnews.it un anticipo della corsa tra Emiliano, Minervini e Stefano anche se per ora la percentuale più preoccupante, per i tre, non possa esser considerata il 31 % dell’ex Sindaco di Bari e dell’ex Assessore all’agricoltura ma il quasi 30% della risposta: nessuno dei tre.

 

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