47 beni dallo Stato a Palazzo Carafa, Monosi: “Operazione di grande impatto sociale”

LECCE- Spulciando la lista, tra una serie di appartamenti, lotti di terreno, aree verdi e strade, emergono voci di rilievo come le ex Cave di Marco Vito o un’area della Caserma di Borgo Piave. E’ l’elenco dei 47 beni passati dallo Stato al Comune di Lecce, resi noti nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Carafa, alla presenza dell’assessore al Patrimonio, Attilio Monosi, e del direttore regionale dell’Agenzia del Demanio di Puglia e Basilicata, Giuliana Dionisio che hanno siglato l’atto formale.

L’ubicazione dei beni è ad ampio raggio, tra la città, San Cataldo, Torre Chianca, Spiaggiabella, Casalabate.  Parla di operazione “storica” il componente della giunta Perrone, grazie alla quale si potrà procedere alla rivalorizzazione di un patrimonio sottoutilizzato o impropriamente utilizzato. Sui beni pende la scure – secondo i termini di legge – della riqualificazione da effettuarsi entro 3 anni dalla sottoscrizione del passaggio di consegne, ma non è un lasso di tempo che preoccupa Monosi, secondo il quale 2 anni saranno sufficienti per effettuare gli interventi necessari.

Si definisce tecnicamente federalismo demaniale, e consente di definire un’operazione che per il titolare della delega al Patrimonio è Di interesse turistico grazie all’acquisizione di alcuni rifugi sotterranei che permetterà di realizzare percorsi ad hoc, e soprattutto di impatto sociale in virtù della carenza di alloggi che si registra in città.

 

 

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