Banchi vuoti nel governo, è scontro in aula tra Consiglio e Giunta

BARI- Che sarebbe prima o poi successo era percepibile. Troppe volte dai banchi si levava l’appello (o la polemica) ad essere più presenti. E alla fine i nodi sono venuti al pettine e il sempre difficile rapporto tra governo e Consiglio si è consumato in uno scontro pubblico.

L’Assiseregionale, convocata in una giornata come tante e con un ordine del giorno nemmeno troppo incisivo, si è tramutata in un ring in cui a darsi addosso, verbalmente naturalmente, sono stati i consiglieri e gli assessori. E a dare il là è stato proprio il presidente del Consiglio, quota Sel, Onofrio Introna: “Sono indignato” ha sbottato davanti all’immagine poco edificante dei banchi deserti del governo. “Non c’è rispetto nei confronti del Consiglio ecco perché – ha tuonato – faccio appello alla maggioranza e al presidente Vendola affinché portino in Aula gli assessori”. Quattro i banchi del governo in quel momento occupati. A prendere la parola è stata l’assessore al turismo Godelli che ha puntato il dito, invece, contro i consiglieri. “Perdiamo ore nell’attesa che le sedute comincino – ha detto e rivolgendosi ad Introna ha aggiunto – sciolga la seduta quando si rende conto che non c’è numero legale ma non si perda tempo ad aspettarli”.

E via con gli interventi da maggiorana e opposizione. Ormai i freni erano allentati e in tanti hanno sottolineato i rapporti difficili con il governo spesso poco attento alle sollecitazioni del consiglio e, tra l’altro, gravanti dalla difficoltà di accedere agli atti.

Uno “sfogatoio” come lo ha, a mezzo sorriso, definito lo stesso Introna. Ci è voluta la sospensione dei lavori per calmare le acque e rifare i conti. Il numero legale non c’era nemmeno oggi, e si è tornati in Aula con la decisione di rinviare tutti i punti all’ordine del giorno, compreso la variazione di Bilancio che avrebbe dovuto stanziare 22 milioni per diversi interventi. E più di qualcuno confessa di aver fatto notare nelle ore precedenti che il rischio era proprio questo, ma alcun effetto ha sortito.

Dall’Aula, dunque, c’è stato solo il via libera all’ordine del giorno proposto dal forzista Congedo e firmato da tutti i consiglieri del Salento, per chiedere di intervenire e scongiurare la chiusura della sede di Lecce ella Banca d’Italia.

Approvato anche l’Odg proposto dal vicepresidente Maniglio e dal capogruppo del Pd Romano per riconoscere tra le professioni sanitarie anche quella di odontotecnico e, infine, incassa l’ok dell’Aula anche l’odg bipartisan per tutelare la figura del segretario comunale. Il resto dei provvedimenti slitta al 5 novembre nella speranza comune che la rivolta produca effetti.

 

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