Il giudice sentenzia: la multa per il grattino scaduto è illegittima

LECCE- Se il grattino-parcheggio è scaduto la multa è illegittima. Lo afferma un Giudice che con una sentenza di poche ora fa sembra mettere la parola fine ad un lungo contenzioso che da anni ormai contrappone i cittadini leccesi all’amministrazione comunale. La motivazione messa nera su bianco dal giudice di pace Giuseppe Paparella è semplice: la multa per il grattino scaduto non è prevista dalla legge, per cui vale il principio generale del Nostro Ordinamento Giuridico che dice “Nulla poena sine Lege”.

Da anni a sostenere che la sanzione per il grattino scaduto sia illegittima e da parte del comune di Lecce, perchè contraria al codice della strada, e che costituisca quindi un abuso, è stato il Codacons di Lecce. L’avvocato Piero Mongelli, responsabile dello sportello che tutela i consumatori ricorda le innumerevoli diffide rimaste nel vuoto con centinaia e centinaia di cittadini multati dagli ausiliari del traffico per aver tardato, anche di soli pochi minuti il rinnovo del grattino.

Eppure i pareri dei Ministeri interessati e dell’Anci, sollecitati in tutti questi anni erano stati chiari, ma non sono bastati a mettere fine a quello che i legali definiscono: un inaccettabile sopruso. “L’ipotesi dell’omesso rinnovo del parcheggio, si legge nelle motivazioni del giudice, può al più essere equiparato ad un rapporto di natura privatistica simile a quello previsto per la sosta in aree di parcheggio meccanizzato”.

Questo significa, in poche parole, che gli automobilisti sono comunque tenuti a pagare, se la sosta è andata oltre il previsto: ma soltanto per il periodo di tempo residuale non pagato, che è cosa diversa dalla sanzione che è di circa 45 euro.

Cosa accadrà adesso? Che il Codacons ha presentato l’ennesima diffidare al Comune di Lecce ed al Prefetto affinché cessino in tempi strettissimi la contestazione. 30 giorni il tempo previsto, altrimenti il Codacons richiederà al Ministero per le infrastrutture la nomina di un commissario ad acta previsto dalla legge per provvedere a risolvere la situazione

 

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