I dirigenti Asl nominati dal Consiglio delle professioni ma non esiste

LECCE – “La politica deve fare non un passo in dietro ma ben due, dobbiamo liberare la sanità e posticipare le nomine affidandole al Consiglio regionale delle professioni“, questa la proposta del Pd da parte del presidente del gruppo regionale Pino Romano.
Ma questa ipotesi nasconde due verità nascoste. La prima legata al non perdere, per le prossime elezioni, un momento di trattativa politica da parte dei democratici con l’Udc, queste provinciali sono le prove tecniche di alleanza e questo uno dei motivi di frizione con Sel con relativa accelerazione di Vendola per l’immediata indicazione dei nuovi nomi per dirigere le Asl pugliesi e Salentine.

La seconda verità è l’inesistenza del Consiglio regionale delle professioni, previsto e mai avviato. Così come, le funzioni di questo sarebbero legate a pareri obbligatori ma non vincolanti ed alcun compito di nomina sarebbe previsto da parte dei componenti di questo, per ora ripetiamo, inesistente organismo.

La sanità ancora una volta terreno di scontro tra impostazioni, logiche ed interessi politici che nulla hanno a che fare con il futuro per una migliore salute pubblica. un’ultima riflessione che è la cartina tornasole di quanto negli anni Vendola sapesse sulla gestione sanitaria è la relativa ed odierna spaccatura dei democratici pugliesi divisi tra l’assessore Pentassuglia,che ripete costantemente che ogni suo passo è condiviso con il Governatore, ed il gruppo del Pd lontano per le motivazioni già dette sia da Vendola che dal suo uomo.

Cartina di tornasole rispetto al rapporto fiduciario, e continua condivisione ripetuta da Pentassuglia nei confronti di Vendola, prova del controllo del presidente su ogni azione legata alla Sanità pur se negli anni è emerso più il non sapere, vedi casi discutibili e di interesse giudiziario, che la condivisione.

 

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