Caso via Brenta: chiesto processo per peculato e abuso d’ufficio

QuattroStelle

LECCE- In otto rischiano il processo nell’inchiesta sui palazzi di via Brenta. L’ex sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone, il legale rappresentante della Socoge Pietro Guagnano, l’allora dirigente del servizio economico del Comune di Lecce Giuseppe Naccarelli, il funzionario della Selmabipiemme Vincenzo Gallo, il tecnico chiamato a redigere la stima dei due palazzi Maurizio Ricercato, l’ex consulente giuridico della Poli Bortone Massimo Buonerba, l’ex assessore al Bilancio Ennio De Leo e il dirigente della Selma Fabio Mungai dovranno comparire, il prossimo 23 ottobre, davanti al Gup Carlo Cazzella, che deciderà se rinviarli o meno a giudizio. Le accuse sono di abuso d’ufficio e peculato, in relazione all’operazione con qui il comune di lecce acquistò in leasing i due immobili. Operazione che, secondo l’accusa, voleva avvantaggiare La Socoge, che ha costruito gli edifici, e la Selma, che seguì il contratto sottoscritto nel 2006 con cui il Comune subentrò alla Socoge. Il danno subìto dal Comune di

Lecce per questa operazione sarebbe di tre milioni e 401milaeuro. È stata stralciata la posizione del nono indagato, l’amministratore delegato della Selma Ranato Kobau, probabilmente destinata all’archiviazione. Per tutti gli altri, il procuratore aggiunto Antonio De Donno ha chiesto il rinvio a giudizio.

 
Abitare Pesolino

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