Salento contro Bat, dopo il bluff della riconversione un documento per ripartire da zero

LECCE- I lavoratori ex Bat sono inferociti: la riconversione è stata un fallimento. Un bluff che ha inchiodato tutti alla precarietà. La Bat aveva promesso di non abbandonare i circa 300 che ha scaricato delocalizzando in Turchia e Romania, nonostante il fatto che i bilanci della fabbrica salentina fossero in attivo. Eppure in alcune zone italiane, come Chiaravalle, si continuano a fare sigarette.

Oggi c’è la certezza che siano stati persi 4 anni: le aziende che avrebbero dovuto dare un futuro ai lavoratori ex Bat si stanno tirando tutte indietro e rischiano di lasciarli in mezzo a una strada. La Iacobucci vorrebbe mettere i suoi 160 lavoratori in mobilità, poi c’è la Ip Korus con i suoi 70 lavoratori, 20 dei quali sono passati alla Lux Metal; stessi guai per la Hds, con 22 lavoratori tutti in mobilità, mentre 5 persone della mensa sono già in disoccupazione, con 8 stipendi arretrati.

Licenziati anche i tre che lavoravano nell’azienda Quarta servizi. Insomma, un flop che arriva a distanza di pochi anni. Alla luce di quanto è accaduto, istituzioni, delegazione parlamentare salentina e lavoratori si sono incontrati a Palazzo Carafa per sottoscrivere un documento unitario in cui si chiede al ministero di riaprire il tavolo delle riconversioni e di chiamare la Bat a un’assunzione di responsabilità.

Loredana Capone ha riportato la notizia che circola in questi giorni: la Bat vuole investire un miliardo in Italia, quindi, ora deve rimediare alla ferita che ha lasciato nel Salento, magari partendo da qui nella sperimentazione della sigaretta elettronica. Intanto, il 15 ottobre, alle 14:30, il ministero ha convocato un tavolo per trovare una soluzione con Iacobucci. Dal Salento invece giunge la richiesta di aprire il tavolo a tutte le aziende interessate, includendo anche Bat: necessario ripartire da zero. I dipendenti della Ip Korus hanno passato 4 anni a giocare a carte in un capannone vuoto: uno dei dipendenti chiede che anche il Comune di Lecce e le altre istituzioni interessino la magistratura dell’accaduto, perché i sindacati hanno già fatto il loro esposto.

 

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