Garanzie solo per Bari e Bat, a Lecce 344 operatori Asl a rischio da novembre

LECCE-  Ci sarà ossigeno fino al 31 ottobre, poi la Asl di Lecce rischia di dover salutare oltre 300 operatori, tra cui un buon numero di medici del Pronto soccorso e di tecnici radiologi. La copertura finanziaria per prorogare fino a fine anno i contratti in scadenza c’è, al momento, probabilmente, solo per Bari e Bat, non anche per il Salento.

E’ quanto hanno appreso nelle scorse ore il sindacalista Antonio Tarantino della Uil e lavoratori che hanno incontrato l’assessore regionale al ramo, Donato Pentassuglia. Si lavora alla ricerca dei fondi, ma la matematica non dà prospettive molto rosee. Il calcolo è dettato da un decreto legge del 2010 e prevede che si possa utilizzare solo il 50 per cento della spesa erogata nel 2009. Dunque, i 13 milioni di euro messi a disposizione per questo bastano a dare garanzie fino al 31 ottobre.

La Asl ha già scritto a Bari per chiedere risposte, ricevendo in cambio picche. E non è un caso che, senza certezze, in mattinata la riunione strategica della direzione abbia partorito il topolino: il personale di comparto sarà prorogato fino a fine ottobre, così come gli Oss che non hanno già maturato i 18 mesi di attività, poiché in quest’ultimo caso saranno sostituiti, ma al momento solo per un mese, dagli altri in attesa in graduatoria.

Lunedì è convocato con urgenza un tavolo apposito tra sindacati e il direttore sanitario Ottavio Narracci. “I numeri sono enormi, è come se chiudesse un altro piccolo ospedale e non possiamo permettercelo”, dice Giuseppe Melissano della Cisl.

 

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