Monsanto sponsorizza i propri pesticidi, contestazioni: “Via da qui”

LEQUILE- Una contestazione in piena regola quella che si è tenuta a Lequile, durante il convegno sponsorizzato dalla multinazionale Monsanto per pubblicizzare il suo ultimo pesticida anche nel Salento. “Via dalla Puglia, ci state avvelenando” è lo slogan utilizzato da un centinaio di attivisti che si erano dati appuntamento presso il resort di contrada da Monte. Dopo aver ascoltato in silenzio le due sessioni dei lavori dedicati alla Pac e al neonato erbicida di casa Monsanto, non è stato possibile per loro rivolgere le domande ai relatori. Agricoltori e ambientalisti erano lì per sottolineare i rischi per la salute legati all’uso di fitofarmaci, ripercussioni già documentate da studi dell’Organizzazione mondiale della sanità.

In un clima già teso a causa delle ombre che si allungano sulla moria degli ulivi salentini, non poteva passare inosservato, dunque, l’incontro  finalizzato alla presentazione del “Roundup platinum”,  pesticida più potente del classico Roundup. Si tratta di un disseccante del Lolium, in grado di abbattere questa graminacea che cresce spontanea nelle nostre campagne e resistente al normale Roundup. Pertanto, la multinazionale ha potenziato la formulazione e deciso di sponsorizzare il prodotto qui perché questa pianta in grado di resistere ai vecchi pesticidi è stata riscontrata soprattutto nel territorio di Casarano.

“Un affronto per una terra che già soffre per i danni legati all’inquinamento e che con fatica sta intraprendendo la strada dell’agricoltura naturale e biologica”, hanno detto i coltivatori e i volontari che hanno partecipato al sit in, nella consapevolezza che i campi e gli oliveti senza un filo d’erba sono quasi sempre sinonimo di utilizzo sbagliato della chimica e sono comunque una delle condizioni che hanno favorito la diffusione del “complesso del disseccamento rapido dell’olivo” nel Salento, come confermato dagli studi scientifici.

“E’ arrivata l’ora – dicono gli attivisti – di denunciare la Monsanto perché a causa dei suoi prodotti, in primis il Roundup, i nostri agricoltori sono stati indotti a non rispettare le norme di condizionalità imposte dall’Unione Europea che vietava e vieta l’indiscriminato utilizzo di diserbante sui campi olivetati, tanto per fare un esempio concreto”. La Puglia, si sa, è la quarta regione d’Italia per abuso di chimica in agricoltura.

 

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