Scintille Emiliano-Stefano. Ipotesi Gentile in campo fino all’ultimo?

BARI- Il percorso che via primarie conduce alle regionali – sotto il cielo del centrosinistra – è pavimentato di tensioni. E le frecciate, tra i contendenti finora in campo – Michele Emiliano, Guglielmo Minervini e Dario Stefàno – si nutrono di sospetti, riserve, accuse che risalgono al pedigree politico dei tre sfidanti. A incrementare il nervosismo, le intese in vista delle provinciali dove gli schieramenti intendono misurare l’efficacia di accordi ad hoc o blindare alleanze da replicare fedelmente alle regionali, si veda il tentativo (sul quale i tre candidati alle primarie del 30 novembre la pensano assai diversamente) di mettere in cassaforte l’ok dell’Udc come quintacolonna moderata dello schieramento progressista.

L’ex sindaco di Bari e il senatore vendoliano incrociano le spade su Twitter con Stefano che punta il dito contro Emiliano accusandolo, in proiezione provinciali, di lavorare ventre a terra a intese bipartisan con Forza Italia. E la reazione del segretario regionale del PD non si fa attendere: Emiliano scaglia frecce volte a colpire a diversi livelli il numero uno della giunta delle elezioni e delle immunità di Palazzo Madama. “Non puoi essere tu a darmi lezioni di coerenza – accusa – e definisce Stefano “frutto di un accordo trasversale e occulto”, quindi punta la bussola delle accuse contro le radici politiche che – a detta dell’ex primo cittadino di Bari – non sarebbero mai state di sinistra.

A stretto giro – sempre attraverso un tweet – arriva la replica dell’esponente vendoliano che scrive sono dal 2005 nella coalizione che governa la Puglia, e di occulto e trasversale nella mia storia non c’è nulla. Io ho posto una questione politica generale – tuona Stefano – e tu mi rispondi con gli insulti personali. Mi rimproveri di non essere cresciuto nella sinistra e nei partiti. E’ vero, forse più simile a quella di Renzi, per dire, che tu legittimamente consideri una speranza”, chiosa punzecchiando l’ex assessore regionale.

E alla contesa non si sottrae Guglielmo Minervini che lancia strali contro Emiliano affermando “Forse queste larghissime intese alle Provinciali sono la prova generale di quello che si intende praticare su scala regionale il prossimo anno?  Per questo si sceglie la strategia del sottobanco piuttosto che quella del confronto politico aperto?

La tensione si taglia a fette e a contribuire a increspare le onde ci pensa anche Elena Gentile, ancora ingolosita dalla candidatura alle primarie convinta di potersi incuneare nelle tensioni che percorrono lo schieramento. Da tempo sembra prossima a comunicare il no alla partita ma la tentazione di rappresentare l’anima di sinistra del PD, non renziana, continua a frenare l’ufficializzazione del ritiro. Il nodo vero resta l’impianto delle primnarie, con adempimenti ed beventuale doppio turno che rendono ancor più burrascoso lo scenario.

 

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