Provinciali, le spaccature nel centrodestra che rafforzano il Pd

LECCE- La settimana prossima sarà decisiva per avere un quadro chiaro sulle alleanze e sui candidati alla presidenza della Provincia di Lecce. La segreteria provinciale del Pd è pronta a chiudere la fase delle trattative coinvolgendo nella scelta finale non più solo i 24 sindaci, ma tutti i 287 amministratori, che si riuniranno in federazione venerdì 5 settembre. Gli autoconvocati, nonostante questa mossa della segreteria Piconese, che viene incontro alle loro richieste, si riuniranno ugualmente nelle prossime ore ad Alezio.

I due nomi più papabili sono quelli di Massimo Manera ed Egidio Zacheo: due militanti di lungo corso, con una lunga esperienza amministrativa. La scelta del Pd, di individuare tra i propri sindaci il presidente, non entusiasma l’Udc, che vorrebbe chiudere un accordo su base regionale, strappando una poltrona di presidente ai democratici. “Le trattative sono ancora in corso spiega Salvatore Negro, capogruppo Udc in regione – il Pd provinciale fa le sue scelte legittime, ma, se si dovesse chiudere un accordo, le cose potrebbero cambiare in itinere”.

Anche sul piano regionale i centristi stanno cercando di capire cosa succederà quando si darà vita a una federazione con Ncd e Popolari: il 12- 13 e 14 settembre si terrà la convention Udc a Chianciano. E’ chiaro, però, che a livello regionale i dirigenti dello scudocrociato sono determinati a chiudere un accordo con Emiliano. Intanto il segretario regionale è impegnato a far saltare gli accordi sulle presidenze provinciali di Brindisi e Taranto, convocata per giovedì la direzione regionale del partito. L’inciucio tra Pd e Forza Italia, per eleggere Maurizio Bruno nel brindisino e Martino Tamburrano a Taranto, stava scatenando una rivolta all’interno della coalizione di centrosinistra.

Resta complicata la posizione del Nuovo Centrodestra, che si riunirà all’Hilton di Lecce il 4 settembre per decidere: è molto facile che nell’assemblea provinciale, allargata a tutti gli amministratori e presidenti di circolo, emerga la spaccatura che cova dietro le quinte. C’è una parte degli alfaniani, infatti, guidata da Andrea Caroppo, che vorrebbe riabbracciare Fitto, mentre gli altri vorrebbero scegliere la via delle “alleanze variabili”.

La dicotomia del Nuovo Centrodestra si riverbera anche a livello regionale dove Cassano è disposto a dialogare con il centrodestra, mentre Ferrarese, possibile candidato presidente della regione Puglia, si alleerebbe ad occhi chiusi anche col Pd: comunque, è ancora in piedi per gli alfaniani la “terza via terzopolista”, ovvero la corsa solitaria che indebolirebbe il centrodestra. Per scongiurare le tentazioni centriste, Antonio Gabellone è arrivato a proporre agli alfaniani una lista unica per la provincia, senza riscuotere molto successo. Inoltre, tra i forzisti comincia a non essere più tanto chiaro il nome del candidato da schierare, visto che si fa strada l’ipotesi Perrone, supportata con sempre maggiore insistenza dal gruppo vicino al deputato Roberto Marti.

 

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