Mobilità decurtate da gennaio, la Uil lancia appello a imprenditori

LECCE- Appello di Uil e Uiltec agli imprenditori: “SI PROCEDA A COLLOCARE IN MOBILITÀ I LAVORATORI ENTRO L’ANNO CORRENTE PER NON AGGIUNGERE AL DANNO DELLA PERDITA DELL’IMPIEGO LA BEFFA  DI UN’INDENNITÀ DECURTATA PER I’ENTRATA IN VIGORE DEL NUOVO REGIME”.


La legge Fornero, infatti, ha abolito I’indennità di mobilità dal 2017, sostituendola con la ASPI. Per il periodo dal 2013 al 201ó essa ha previsto un regime transitorio che, dal prossimo gennaio 2015, produrrà i primi effetti, secondo il sindacato, deleteri: “Infatti, i lavoratori del Sud che saranno collocati in mobilita dall’1.1.2015 si vedranno ridurre il periodo di fruizione di ben 12 mesi (esso passerà dai 24 mesi attuali a 12 per i lavoratori infra-quarantenni, dai 36 attuali a 24 mesi per i lavoratori da 40 a 49 anni e dai 48 attuali a 36 mesi per i lavoratori ultracinquantenni); ulteriori tagli si verificheranno dal 2016”.

Numerose aziende del settore tessile e calzaturiero salentino hanno avviato o sono in procinto di avviare procedure di licenziamento collettivo. Tra queste, la INCAB s.r.l. di Tuglie, che ha appena salutato gli ultimi 19 dipendenti; le società del gruppo Filanto di Casarano (Tecnosuole, Zodiaco, Italiana Pellami e Labor) e la Romano spa di Matino (anche se, per i dipendenti di quest’ultima, il 29.7.2014 è stato emanato il decreto ministeriale che concede ai lavoratori la cassa integrazione guadagni straordinaria dal 1 febbraio 2014 al 31 gennaio 2015). Per la Uil, dunque, sarebbe inopportuno che i licenziamenti collettivi siano intimati, magari per pochi giorni, dopo l’inizio del 2015.

 

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