The Guardian svela: “Tap ingaggia Tony Blair”

LECCE- La notizia è stata svelata dal giornale inglese The Guardian e già fa storcere il naso al Salento: Tony Blair avrebbe deciso di essere assunto quale consigliere del presidente azero Ilham Aliyev per la costruzione del gasdotto Tap che attraverso l’Europa dell’est, dopo 2000 chilometri, dovrebbe approdare in Puglia. Il nodo da sciogliere resta quello dell’approdo, che la multinazionale svizzera insiste per individuare a San Foca.

La novità che arriva dalla Gran Bretagna, ovviamente, è tutt’altro che neutra: sono questi i giorni in cui il ministero dell’Ambiente dovrà decidere se accordare la valutazione di impatto ambientale, dopo il no dato dalla Regione Puglia a gennaio. Che della trattativa internazionale sia investito anche il leader labourista inglese, dunque, non è un dettaglio. Men che meno ora. I vertici di Tap hanno già fatto sapere che per loro il progetto “non è archiviabile”, dopo aver già speso 10 miliardi di dollari. A dar loro man forte anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per il quale “Bisogna subito sbloccare la Tap in Puglia”, stoppando così tutte le polemiche e confermando la linea del governo già intrapresa dal suo predecessore, Enrico Letta, che lo scorso anno è volato fino a Baku per sancire l’alleanza con l’Azerbaijan.

La partita si gioca, dunque, molto al di sopra della testa del Salento. Secondo il quotidiano inglese, la notizia del coinvolgimento di Tony Blair ha alimentato ancora di piu’ la rabbia delle associazioni ambientaliste: “Il progetto di costruzione del gasdotto in una delle aree piu’ incontaminate del Mediterraneo e’ assurdo”, dice al Guardian Elena Gerebizza, leader di Re.common.

“Tony Blair – aggiunge – si posiziona contro le comunita’ che vogliono proteggere la loro terra, il loro mare, le loro risorse naturali, per lasciarle al futuro dei loro figli”. Un’abitante di Melendugno, sempre all’inviato del Guardian, confessa: “questa idea e’ folle, non ha senso, uccidera’ il paesaggio. La gente che vive qui non lo vuole. Ma noi saremo buttati via, perche’ non siamo abbastanza ricchi per essere ascoltati quando diciamo no”. Blair, però, dovrà affrontare anche un altro tema caldo legato a Tap, quello dei movimenti che lottano per i diritti umani in Azerbaijan e per i quali “il gasdotto contribuira’ a consolidare” il regime pressoche’ feudale della famiglia Aliyev.

 

 

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