Presidenza Provincia, solo un posto al sole? Pd, Emiliano a Lecce ogni lunedì

LECCE- Sarà pure una cosiddetta “poltroncina”, quella della presidenza della Provincia, ente svuotato dalla legge Delrio, ma l’istituzione formalmente è ancora in piedi con deleghe su ambiente, scuole, strade e pari opportunità, e soprattutto rappresenta una postazione che il futuro detentore potrà giocarsi tanto in chiave elettorale – e lo sguardo cade fatalmente sulle regionali di marzo – quanto, comunque, in termini di conservazione o di acquisizione di ulteriore visibilità.

Da questo punto di vista, a fare la differenza sarà il profilo dei papabili alla conquista dello scranno più alto di Palazzo dei Celestini, passaggio come si sa non più regolato dal consenso popolare ma dall’elezione indiretta – ponderata – da parte di sindaci e consiglieri comunali, data fatidica del voto il 28 settembre prossimo.

In quota PD, il braccio di ferro è tra il segretario provinciale Piconese che chiude con convinzione all’ipotesi primarie, e chi come il capogruppo democratico al Comune di Lecce, Paolo Foresio, invoca un processo decisionale ampio – con il coinvolgimento diretto degli amministratori – perché la scelta non sia partorita nel chiuso della segreteria. I nomi che continuano a girare nelle stanze del partito sono, oltre allo stesso Piconese, quello dei consiglieri provinciali uscenti Cosimo Durante e Alfonso Rampino, e quelli dei sindaci di Nardò e Galatina, Marcello Risi e Cosimo Montagna.

E dal PD filtra una notizia che è molto di più che una nota organizzativa di segreteria: Michele Emiliano ogni lunedì sarà a Lecce nella federazione di Via Tasso per organizzare le truppe nel percorso dalle provinciali, alle primarie, fino alla tappa finale delle regionali di marzo.

Sul versante centrodestra, proprio in virtù del voto ponderato che deciderà gli equilibri del nuovo vertice di Palazzo dei Celestini, gli alfaniani rivendicano i risultati delle ultime amministrative e affermano: “Forza Italia rifletta. La conferma di un timoniere moderato passa anche dall’interlocuzione con noi”. Tra le file azzurre, l’ipotesi più calda resta quella del presidente uscente Antonio Gabellone, soluzione utile a preservare gli equilibri in un partito dove le tensioni, a partire dal livello nazionale tra fedelissimi di berlusconi e fittiani, continuano a essere palpabili.

 

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