Scacco alla “Gallipoli mafiosa”: 15 arresti. Motta: “Imprenditori assuefatti ai voleri del clan”

LECCE- Gallipoli è sotto lo scacco della mafia, ancora oggi. L’operazione Baia Verde del Ros di Lecce,che ha portato in carcere 15 persone su disposizione del gip Gallo, oltre a disegnare uno scenario preoccupante interrompe attività criminose recentissime. 

L’opinione diffusa che nella città bella niente si muova senza il consenso dei Padovano è stata confermata dalle indagini dei Carabineiri che al comando del Colonnello Paolo Vincenzoni hanno smantellato nella notte un ‘organizzazione mafiosa che del clan Padovano è la diretta prosecuzione.

Gli imprenditori gallipolini vivono, e questo emerge dalle indagini, in uno stato di assoggettazione silenziosa al clan che non solo impone il pizzo, ma sbaraglia in modo subdolo la concorrenza e nomina i suoi uomini , controllando i settori nevralgici del turismo estivo, con pressioni anche sulle amministrazioni pubbliche, in barba ai protocolli d’intesa sulla legalità firmati negli ultimi anni in prefettura.

Perchè la morte di Nino Bomba per mano del fratello Rosario e l’ergastolo a quest’ultimo proprio per questo omicidio, non hanno fatto altro che lasciare il passo alle nuove generazioni, gli eredi diretti, come Angelo Padovano, figlio di salvatore, 25 anni, e indiretti, come Roberto Parlangeli, 37 anni di Carmiano, compagno della sorella di Angelo, e suo fratello Giovanni, legati al clan Tornese di Monteroni, due gruppi che storicamente sono uniti e collegati.

Le manette all’alba, insieme ad altre 12 persone, al termine di un’indagine coordinata dalla Dda e durata due anni. A tutti è contestato l’articolo 416 bis, l’associazione mafiosa, perché il vincolo e le modalità con cui agivano lasciano poco spazio a dubbi: attentati, estorsioni, spaccio di droga, tentativi di far apparire legali attività , come la società chiamata “Li rusciu de lu mare” che servivano solo come copertura e attraverso le quali gestivano il controllo completo dei parcheggi delle discoteche e dei lidi balneari.

Gli inquirenti, il Procuratore Capo Cataldo Motta e l’aggiunto Antonio De Donno, insieme al Generale Parente, a capo del Ros e al Comandante provinciale dei Carabinieri Nicodemo Macrì, hanno parlato di assoggettamento e omertà totale da parte degli imprenditori. Pochissimi quelli che hanno denunciato, alcuni hanno però aiutato a ricostruire i fatti e a capire come il clan agisse.

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Nel giro di qualche mese il titolare di un’agenzia di security che aveva in appalto il servizio di vigilanze di alcune discoteche gallipoline, Gianluca de Giorgi, fu eliminato dalla scena: prima i colpi di pistola contro l’abitazione dei genitori, poi l’incendio delle sue auto. Doveva togliersi di mezzo, e lasciare spazio al clan. Lo capirono gli stessi proprietari dei locali, che da quel momento si rivolsero altrove, alle agenzia accreditate dal clan, quella di Fabio Pellegrino di Galatone, anche lui in manette, e a quella di Luca Tomasi , 41 anni, di Carpignano Salentino, legato ai Tornese.

Ed è proprio legata alle concessioni da rilasciare per alcuni parcheggi l’intimidazione subita dall’attuale sindaco di Gallipoli Francesco Errico, avvenuta ad ottobre dello scorso anno. Un episodio sul quale la Procura accese subito i fari e che ora ha una chiave di lettura: a raggiungere il primo cittadino nel suo ufficio e a intimidirlo fu proprio Parlangeli. Non meno rilevante era il ruolo di Gabriele Cardellini, gallipolino, chiamato a riscuotere gli introiti delle attività criminose, oltre alle estorsioni anche il traffici di droga. Girava con una lemousine bianca che usava per accompagnare i ragazzi in discoteca, con una mini disco attrezzata all’interno.

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Tra gli altri arrestati Alessio Fortunato di S. Pietro Vernotico, Amerigo Liaci e Fabio Negro di Gallipoli, Sergio Palazzo di Lecce, Giovanni Rizzo di Taviano, Carmelo Natali e Rosario oltremarini di Gallipoli, Gabriele Pellè di Lecce, Luciano Gallo di Martano.  Anche in quest’indagine, che gli inquirenti hanno chiamato Baia Verde, torna l’episodio della rapina alla discoteca Praja, in cui appare sempre più evidente come che l’obiettivo era un altro: uno spartiacque, hanno confermato, che segna ufficialmente la presa di potere del nuovo clan, che agisce in modo tradizionale ma presenta anche elementi di novità : mostrare il volto pulito dell’attività e puntare sull’estate e sul turismo per arricchirsi.

Mariella Costantini 

 

 

Ecco l’elenco arrestati:

1)PADOVANO Angelo,25 anni di Gallipoli

2)PARLANGELI Roberto, 37 anni di Carmiano

3)PARLANGELI Giovanni, 33 anni di Lecce

4)CARDELLINI Gabriele, 30 anni di Gallipoli

5)FORTUNATO Alessio, 31 anni di  Squinzano

6)LIACI Amerigo, 31 anni di  Gallipoli

7)NEGRO Fabio, 39 anni di  Gallipoli

8)PALAZZO Sergio, 34 anni di Lecce

9)PELLEGRINO Fabio, 29 anni di Galatone

10)RIZZO Giovanni, 46 anni di Taviano;

11)TOMASI Luca, 41 anni di Carpignano Salentino

12)NATALI Carmelo, 40 anni di  Gallipoli

13)PELLÈ Gabriele, 37 anni di  Lecce

14)GALLO Luciano, 46 anni di Martano

15)OLTREMARINI Rosario, 46 anni di Gallipoli

 

 

BAIA VERDE

 

 

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