Festeggiamenti derby Bari-Lecce, 39 ultras indagati

Ottica Salomi

LECCE- Hanno festeggiato la salvezza del Lecce, quella scaturita dal chiacchierato derby col Bari del 15 maggio 2011, ma senza avvisare preventivamente la questura. Per questo, oggi, a trentanove ultrà giallorossi è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari da parte del pm Ennio Cillo. Il reato contestato è di manifestazione non autorizzata, art. 18 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, risalente ad un regio decreto del 1931.
Secondo le indagini condotte dalla Digos, infatti, gli indagati hanno organizzato e partecipato a manifestazione non preavvisata né autorizzata, prima radunandosi in 150 nei pressi della curva nord e guardando la partita, giocata in trasferta al San Nicola di Bari, su uno schermo televisivo posizione su un veicolo e successivamente recandosi in corteo da Porta Napoli fino in piazza Sant’Oronzo. Lì avrebbero occupato parte della piazza e dell’anfiteatro romano, reggendo uno striscione, accendendo un fumogeno e guidando i manifestanti all’interno dell’anfiteatro e sulle gradinate.

Il legale di quindici indagati, Pinuccio Milli, chiederà l’acquisizione del materiale video registrato quel giorno, sottolineando la non prevedibilità dell’evento, condizionato da diverse variabili, tra cui anche la contestuale sconfitta della Sampdoria con il Palermo.

Storia parallela, ma collegata a quella partita, è invece il processo sulla presunta combine, per la quale, secondo la Procura di Bari, il derby fu comprato dal club salentino per 230mila euro. Ieri, tra le testimonianze è stato ascoltato anche l’ex allenatore del Lecce, Luigi De Canio, assieme all’ex team manager giallorosso, Mario Zanotti.

 

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