Acceleratore lineare: il Nord sempre più avanti, mentre il Salento attende

LECCE-  Mentre scriviamo l’ennesimo articolo sul gap tra la sanità del nord e quella del sud, la tecnologia va avanti regalando nuove opportunità a chi se le può permettere. E’ sempre una questione di risorse se a Milano, il Besta, l’Humanotas o il centro di Veronesi possono permettersi la tecnologia all’avanguardia e prestigiosissime equipe, ma il risultato non cambia: per i meridionali “viaggi della speranza” e spese sanitarie più alte per le regioni di provenienza.

Il 50 per cento dei pazienti di Radiochirurgia che si rivolgono all’Humanitas, ad esempio, sono tutti meridionali: molti sono salentini. Stessi numeri per il Besta di Milano. Nel campo degli acceleratori lineari di ultima generazione il True Beam è già il passato, un passato che il Salento non ha mai conosciuto, infatti ora c’è l’EDGE. L’acceleratore EDGE è dotato di un sistema innovativo in grado di rilevare la superficie del volto e monitorare gli spostamenti durante il trattamento grazie ad una maschera aperta e tecnologica.

Si tratta di super raggi intelligenti e poco invasivi che possono trattare un cancro con una precisione incredibile anche durante la chemioterapia. EDGE è un acceleratore lineare made in USA per il trattamento di tumori come metastasi cerebrali, piccoli neurinomi e meningiomi. La tecnologia viene utilizzata in Humanitas per la prima volta in Italia dopo Lisbona e Detroit, centri con cui Humanitas ha una collaborazione scientifica. A questo macchinario si aggiunge anche il Gamma Knife (bisturi a raggi gamma). Nemmeno il gemelli di Roma è riuscito a dotarsi di alcuni di questi macchinari: perfino il professor Giulio Maira, direttore del Policlinico della Capitale, andrà a ingrossare le file dell’equipe dell’istituto milanese.

Nel frattempo a Lecce continuano gli appelli delle istituzioni e dei comuni per un acceleratore di ultima generazione per la Radioterapia dell’Oncologico. La Regione a messo a disposizione 2 milioni e 700 mila euro, ma ancora non c’è il bando: l’Asl lo deve scrivere. Il True Beam costa 5 milioni, bisognerà rivolgersi alla concorrenza, come ha spiegato Mellone. Il direttore generale Asl ha incontrato Massimo Rizzo, portavoce di alcuni salentini che sono costretti a curarsi a Milano, e lo ha rassicurato: bisogna rispettare l’iter burocratico, ma non sarà facile concludere tutto per il 2015.

E nel frattempo la tecnologia andrà avanti. Il Sud la rincorre col fiatone e con poche risorse. Ci sono tanti altri problemi da risolvere nella Radioterapia leccese: tanti macchinari devono essere rinnovati. E non è una questione solo di macchine: bisogna tenere insieme un’equipe solida e con grandi competenze. 

 

 

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