Agguato in città: sequestrata l’auto della vittima

LECCE- L’Opel Astra sulla quale Alessandro Sariconi ha raggiunto viale Aldo Moro prima di essere ferito a colpi di pistola è stata trovata nelle vicinanze dalla polizia e sequestrata. All’interno, apparentemente, nulla di sospetto, ma l’auto sarà setacciata da cima a fondo dal personale della Scientifica alla ricerca di qualsiasi indizio che possa portare a far luce sull’agguato avvenuto in pieno giorno nella stradina periferica di Lecce, via Antonio Maglio, alle spalle della clinica Petrucciani.
Ed è proprio nella struttura sanitaria di via Aldo Moro che Alessandro Sariconi ha chiesto aiuto. L’ha raggiunta a piedi, con la gamba sanguinante, il primo posto dove ha pensato che qualcuno potesse fermargli l’emorragia.  Ed è in questa stradina chiusa, usata spesso dagli stessi utenti della clinica che si stanno concentrando le indagini degli inquirenti per ricostruire quanto accaduto giovedì pomeriggio alle 18,30 .

Un vero e proprio agguato a colpi di pistola, con la vittima, ora ricoverata in ospedale con tre ferite , alla coscia, all’inguine e al piede. Sariconi, 36 anni, non è certo uno sconosciuto, né estraneo al contesto criminale leccese. Alcuni anni fa una pistola l’aveva impugnata lui stesso ed aveva sparato a Davide Vadacca, ferendolo nell’area di servizio esso, alle porte di Lecce, episodio per il quale patteggio due anni. Era insieme ad un complice Simone Francesco Corrado, arrestato e condannato anche lui.

L’episodio giovedì pomeriggio tra le 18 e le 19, pieno giorno, e questo ha permesso agli agenti della Squadra Mobile di individuare subito per strada i 4 bossoli di una calibro 7,65.

Alessandro Sariconi intanto veniva trasportato in ospedale al Fazzi. I medici della Petrucciani hanno allertato il 118 e contestualmente la polizia. Ora è ricoverato nel reparto di Ortopedia e non parla. Molto probabile che insieme a lui ci fosse un complice al quale avrebbe dato le chiavi della sua auto per spostarla.

Un episodio che non lascia presagire nulla di buono e che in città riaccende la paura di attentati e ferimenti in un crescendo di vendette incrociate che da qualche mese sembravano sopite.

Sull’episodio sta indagando ora la Squadra Mobile che sta ascoltando decine di persone, cercando di individuare anche qualcuno che possa aver visto qualcosa. In molti hanno sentito i colpi di pistola, ma nessuno sembra aver visto nulla. La clinica è dotata di telecamere di videosorveglianza, e i filmati sono stati acquisiti. 

Mariella Costantini

 

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