275, il Consiglio di Stato: “Risarcimento milionario al gruppo Palumbo-Matarrese”

LECCE- Colpo di scena giudiziario sull’appalto della 275: il Consiglio di Stato ha ribaltato la sentenza del Tar, determinando una clamorosa vittoria del gruppo Palumbo in associazione con l’impresa Matarrese, che erano rimasti a bocca asciutta, essendosi classificati al quarto posto.

La classifica dell’Anas per l’aggiudicazione dei lavori sulla Maglie – Leuca, secondo la sentenza dei giudici del Consiglio di Stato presenta “macroscopiche illegittimità”. Si tratta di una doccia fredda per l’Ati CCC- a primo classificato, che si è aggiudicato i lavori della nuova strada 275.

Eppure il Tar aveva dichiarato inammissibile il ricorso proposto dall’ATI Palumbo-Matarrese, anche perché c’erano due altri gruppi prima di loro. Il Consiglio di Stato – Sez. IV (Presidente Virgilio Estensore Realfonso), invece, ha integralmente accolto l’appello proposto dagli avvocati Pietro Quinto e Luigi Quinto, annullando i provvedimenti della Commissione di gara e dell’Amministrazione dell’Anas. Nella classifica dell’Anas spiccavano alcune grandi aziende nazionali: al secondo posto l’Ati Grandi Lavori-Finconsit ed al terzo posto l’Ati Salini, ma l’aver messo fuori gioco il raggruppamento ati ccc- Igeco non le ha avvantaggiate, perché il giudice amministrativo ha riscontrato delle “macroscopiche illegittimità” anche nella loro ammissione alla gara.

La difesa del gruppo Matarrese – Palumbo ha messo in evidenza che le imprese graduate ai primi tre posti, ed in particolare la ditta aggiudicataria, avevano violato molteplici prescrizioni del bando di gara, nonché le norme del Codice degli Appalti. L’Anas, però, ha proceduto ugualmente a sottoscrivere il contratto con i primi classificati, anche se non avevano adempiuto all’obbligo di presentare la progettazione esecutiva nei termini previsti dal bando di gara e dallo stesso contratto.

Il Consiglio di Stato non ha potuto accogliere la richiesta dell’Ati Palumbo-Matarrese di dichiarare nullo il contratto già stipulato dall’Anas: secondo la legge, il giudice amministrativo non può annullare i contratti d’appalto riguardanti le opere strategiche di interesse nazionale. Tuttavia, il Consiglio di Stato ha spiegato che l’Anas, nella sua esclusiva e responsabile competenza, in relazione alla macroscopicità delle illegittimità rilevate, può annullare in autotutela l’aggiudicazione e risolvere il contratto. “I presupposti per l’autotutela ci sono- sottolinea l’avvocato Quinto- perché il progetto esecutivo non risulta approvato e non vi è stata la consegna dei lavori alla ditta aggiudicataria”. Intanto, il gruppo Palumbo Matarrese incassa la condanna dell’Anas al risarcimento di circa 10 milioni di euro. Di diverso avviso la difesa del raggruppamento CCC.

Il professore Ernesto Sticchi Damiani puntualizza che il Consiglio di Stato ha riconosciuto l’impossibilità di pronunciare la nullità di un contratto che riguarda un’opera strategica nazionale; quindi contratto e aggiudicazione sono efficaci. Il professore, poi, spiega che all’Anas conviene pagare il risarcimento, che ammonta a 10 milioni, perché affidando l’appalto al raggruppamento Palumbo-Matarrese finirebbe per pagare 19 milioni in più: “sì, perché il raggruppamento che si è aggiudicato l’appalto ha chiesto 105 milioni, contro i 124 del gruppo Matarrese/Palumbo”.

 

 

 

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