Estorsione e tentato omicidio: 8 in manette, nel mirino un imprenditore

TARANTO- Avrebbero anche ucciso secondo al polizia pur di ottenere quello che volevano. Ma sono stati fermati in tempo. Tentato omicidio, tentata estorsione, detenzione e porto illegale di materiale esplosivo e armi. Queste le accuse a vario titolo per 8 persone arrestate all’alba dagli uomini delle Squadra Mobile di Matera e di Taranto, coordinati rispettivamente da Nicola Fucarinmo e Roberto Pititto.

Gli 8 hanno preso di mira un imprenditore materano, titolare di uno stabilimento balneare. Da Matera hanno commissionato al gruppo criminale di Taranto di assediarlo con attentati dinamitardo e atti intimidatori perchè l’ imprenditore si rassegnasse a lasciare la propria struttura nelle mani della mala. Tanto che l’ operazione è stata denominata dalla polizia “Tritolo”.

In manette un tarantino, 5 laertini, 1 palagianese e un uomo di Montescaglioso. Tutti già noti. Sono Egidio Apollinare, Filippo Carbotti, Marco Carenza, Stefano Clemente, Vincenzo Clemente, Matteo Ditaranto , Cosimo Damiano Morrone, e Michele Mottolese. Oltre questi c’è anche un latitante.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile, hanno permesso di individuare e fermare l’attività estorsiva che il gruppo aveva messo su proprio per ottenere la gestione dell’attività. Secondo la polizia sono almeno 5 gli attentati da attribuire ai tarantini che hanno attuato una vera e propria strategia intimidatoria con una escalation degli episodi esplosivi, fino ad arrivare a lanciare delle bombe carta addosso ai guardiani della struttura.

L’ultimo episodio è di una bomba di 1,6 chilogrammi di tritolo fortunatamente non esplosa grazie a uno dei guardiani che ha disattivato appena in tempo la miccia già accesa. La svolta delle indagini si è avuta quando gli investigatori hanno appreso addirittura di un piano omicida che la banda stava ordendo nei confronti di un altro imprenditore, questa volta della Puglia.

“Il gruppo malavitoso è stato fermato per tempo grazie alla grande intelligenza investigativa unita alla massima disponibilità a collaborare con gli investigatori in maniera trasparente da parte delle vittime”, ha affermato il Procuratore Capo di Matera Celestina Gravina. Nel corso dell operazione sono state sequestrati, a Laterza , una moto, un casco, due pistole e munizionamento che sarebbero servite all’ eventuale killer per portare a termine il disegno criminoso.

 

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