Chiusura del Centro Polivalente, scoppia la polemica interna alla maggioranza

LECCE- La notizia della chiusura del Centro Polivalente leccese di Via Vecchia Carmiano ha fatto andare su tutte le furie famiglie e addetti ai lavori. La spiegazione data da Carmen Tessitore non soddisfa nemmeno il collega di Maggioranza Roberto Martella. “Tecnicamente il centro chiude perché le direttive regionali prevedono di destinare le risorse altrove e non alla non autosufficienza lieve. I ragazzi andranno in altri due centri: il Polivalente doveva chiudere a febbraio, poi c’è stata la proroga fino al 30 luglio.

La Regione aveva promesso di tenerlo aperto fino al 2016, capisco la sofferenza delle famiglie. ”- chiosa l’assessore ai Servizi Sociali Carmen Tessitore. La dirigente dell’Ambito, Anna Maria Perulli, rincara la dose: “Le risorse della non autosufficienza non possono essere destinate a centro diurni e il problema non si risolve trasformando il centro in casa per disabili gravi, perché non sappiamo se gli utenti all’interno di quella struttura rientrassero o meno in quella categoria, non c’è una prescrizione medica”- conclude.

Per l’ex presidente dell’Ambito, Roberto Martella, dimissionario per motivi personali e per vari dissapori con la gestione bastava un po’ di buona volontà per tenere in piedi il centro che ospitava oltre 60 disabili e dava lavoro a 22 operatori.

Insomma, non si può scaricare tutto sulla regione, perché il coordinamento istituzionale, secondo il consigliere, avrebbe potuto portare avanti una variazione trasformando prevedendo l’accoglienza in quel centro dei disabili gravi: in questo modo sarebbe rimasto aperto. Qualche maligno pensa che si sia preferito potenziare l’assistenza anziani domiciliare integrata.

Adesso è un problema per tutte quelle famiglie che devono reimpostare la propria vita. Per Martella c’è confusione anche sui buoni di conciliazione, che dovrebbero permettere a quelle famiglie di continuare a usufruire del servizio altrove, perché è stato fatto tutto all’ultimo istante e ora le famiglie subiranno un grave disagio. Eppure era stata fatta la promessa di tenere aperto il centro fino al 2016: una doccia fredda per i genitori dei disabili.

“L’Ambito potrebbe intervenire con somme proprie: non si deve sempre scaricare sugli altri”- commenta Ada Fiore, che è stata nominata presidente consorzio dei comuni dell’ambito sociale di Maglie, che ha ha il compito di gestire il Piano sociale di zona  e dei servizi socio-assistenziali di diversi comuni della zona. 

 

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