Inchiesta BCC Terra D’Otranto, 11 avvisi di garanzia

LECCE- Estorsione aggravata dalla modalità mafiosa: con questa ipotesi di reato i carabinieri del Ros di Lecce hanno notificato l’avviso di garanzia ad 11 persone nell’ ambito dell’inchiesta della Procura su presunte irregolarita’ nell’ ultimo rinnovo del consiglio di amministrazione della Banca di Credito Cooperativo di Terra d’ Otranto.

L’accusa sarebbe quella di aver coinvolto personaggi già noti alle cronache, considerati affiliati alla Scu, per convincere alcuni soci della banca a votare questo o quell’altro nome da far sedere nel Cda dell’istituto. Pressioni ci sarebbero state, in questo senso, anche per i passaggi di deleghe. Chi era assente al momento dell’elezione avrebbe, secondo l’accusa, delegato un altro socio perchè votasse al suo posto. In questo modo, una sola persona avrebbe votato tre o quattro volte il personaggio “indicato dall’alto”.

Tra gli indagati, il presidente della banca, Dino Mazzotta, il fratello Giancarlo Mazzotta, sindaco di Carmiano. E ancora: due membri del clan Tornese gia’ condannati per associazione mafiosa, Saulle Politi e Alessandro Caracciolo; indagato anche Gianni Mazzotta, noto come Gianni Conad, al quale in passato sono stati confiscati sette supermercati. E poi Tommaso Congedo e Cosimo Salvatore Franco, direttori di filiale, i funzionari di banca Ennio Capozza e Maria Grazia

Taurino, l’imprenditore Emanuele Sperti e Luciano Gallo.;un mese fa i carabinieri sequestrarono documenti e computer negli uffici della banca. Ora il pm titolare dell’indagine Carmen Ruggiero ha fatto notificare, insieme agli avvisi di garanzia, anche la data -mercoledì 2 luglio- fissata per la consulenza irripetibile sui computer.

 

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