Furia cieca, uccide amico con 15 coltellate. Dubbi sul movente

RACALE-  Omicidio aggravato dai futili motivi: è questa l’accusa che ha portato in carcere Francesco Mastroleo, 37 anni di Racale, l’uomo che mercoledì pomeriggio, poco prima delle 14, non ha avuto pietà per la sua vittima: Paolo Egidio Sava di 28, ammazzato con 15 coltellate inferte una dopo l’altra, in diversi punti del corpo, mentre cercava inutilmente di scappare. 

L’ultimo respiro lo ha esalato mentre al volante della sua Peugeot 206 ha cercato di allontanarsi da via Milano e dai quei fendenti, ma ormai privo di forze, si è schiantato sul muro, mentre il suo assassino continuava a colpirlo.

I vicini di casa, richiamati dalle urla, non credevano ai propri occhi quando si sono riversati per strada: il corpo di Sava giaceva per terra, ormai senza vita, vicino all’auto che nell’impatto con il muro ha preso fuoco, mentre Mastroleo vagava in stato confusionale con i vestiti impregnati di sangue, e farneticava.

masTROLEO Francesco
Francesco Mastroleo

I carabinieri di Racale e Casarano, arrivati per primi sul posto, lo hanno bloccato subito. Un altro omicidio, e questa volta non c’è stato neanche bisogno di avviare indagini. La scena lasciava pochi dubbi alle interpretazioni : un litigio finito male in quella villetta alla periferia di Racale, una furia cieca che assale il proprietario di casa e poi il raptus omicida incontrollabile.

Mastroleo è stato fermato subito e poi arrestato in serata, mentre via Milano si riempiva a poco a poco di forze dell’ordine , vigili del fuoco, poi gli uomini della scientifica alla ricerca del coltello che ancora non è stato trovato. L’assassino dice di averlo gettato da qualche parte, ma non c’era neanche nel pozzo del cortile della villetta svuotato interamente.

L’ambulanza del 118 invece se ne è andata quasi subito: per Sava non c’era più nulla da fare. Il corpo è stato trasportato a Lecce dove sarà effettuata l’autopsia.

Quello che rimane ancora da chiarire su un fatto di sangue che ha sconvolto una comunità intera e che ha gettato nella disperazione una mamma che ha appreso la notizia su Facebook, è il motivo di tanta follia: i due si conoscevano e per qualche motivo la vittima entrata in casa di quello che di li a poco sarebbe diventato il suo assassino. Entrambi con precedenti alle spalle potrebbero aver avuto qualche questione da risolvere. Si conoscevano, certamente. La versione fornita a caldo dalla vittima è che si fosse trovato Sava nel giardino di casa. “Voleva rubare”, ha detto “e non era la prima volta”.

Un testimone parla dei sospetti di Mastroleo nei confronti della vittima: lo riteneva l’autore di piccoli furti avvenuti in casa in diversi momenti.  Potrebbe essere stato questo ad armargli la mano.  La vittima aveva dei precedenti proprio per furto : lo scorso anno era stato arrestato per dopo aver rubato un’ape e attrezzi agricoli, prima ancora per rapina e lesioni personali.

Mariella Costantini

 

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