Il Lecce che verrà: Lerda costruirà la sua squadra

LECCE- Antonio Tesoro e Franco Lerda lavorano per far nascere il nuovo Lecce. Come nell’estate 2012 anche quest’anno si lavora insieme per mettere su una squadra che possa puntare alla promozione. Lo scorso anno il Lecce stava per congedare Elio Gustinetti chiamato per la conquista dei play off e della promozione in B. Il mancato salto in cadetteria fece saltare anche la conferma del tecnico bergamasco che a quel punto sarebbe stata automatica.

Così, dopo giorni di toto-allenatore fu scelto Francesco Moriero, ma l’inizio di stagione fece precipitare l’ambiente salentino in un incubo tanto da sollevare il tecnico leccese dall’incarico dopo la sconfitta interna contro il Catanzaro. Al suo posto fu richiamato Franco Lerda, allontanato dalla panchina leccese a gennaio. L’allenatore piemontese ha preso per mano una squadra già costruita anche secondo le indicazioni di Moriero (probabilmente non come avrebbe voluto), l’ha rimodulata vestendola con un modulo, il 4-2-3-1, che meglio si adattava alle caratteristiche dei calciatori.

Dopo un periodo di assestamento la squadra ha cominciato a macinare punti, a scalare posizioni e a cullare sogni prima proibiti. Così l’asticella , pian piano si è alzata fino a urtare i vertici dell’alta classifica.

Il mercato estivo, a parte qualche scelta non proprio azzeccata (ma sbagliano tutti e sono vari i motivi che producono scarsi risultati), dava i suoi frutti. Sia pure con un gioco non proprio spettacolare perché si gioca in serie C e di fronte hai anche gli avversari, e questi contro il Lecce giocano la partita della vita. Lerda trova presto la spina dorsale della squadra e anche qualcosa in più. Si procede con il 4-2-3-1, con Papini che diventa sempre più indispensabile, con Miccoli che fa i suoi gol pur tra tante difficoltà. Perché non c’è il nome sulla maglia, ma Miccoli è Miccoli e non farlo segnare ti porta a trascorrere una settimana di gloria, specie se a riuscire nell’impresa sono ragazzini poco più che ventenni o giù di lì.

La posizione di Miccoli è stata per settimane tema di discussione. Terminale offensivo con tre rifinitori alle spalle fino a quando Beretta non è riuscito a convincere Lerda che in campo poteva starci anche lui, magari con compiti difensivi da consumare nella trequarti. Gioco che fluiva anche e soprattutto sulle corsie laterali dove sono stati spremuti Ferreira Pinto e soprattutto Doumbia. Mentre Zigoni diventava un panchinaro di lusso perché, comunque, in campionato è riuscito a siglare otto gol.

Il Lecce che nascerà ha il cammino segnato o forse no. Dipende se Lerda vorrà cambiare tema tattico oppure abbozzarne un altro chiedendo a Tesoro di ingaggiare calciatori con certe caratteristiche. Perché il Lecce che lui ha ereditato da Moriero non aveva il classico regista, ad esempio. In altri ruoli, invece, il tecnico giallorosso potrà contare su calciatori che nella stagione appena conclusa hanno avuto poco spazio per motivi differenti.

Tra questi, Barracco e Bellazzini. Soprattutto il secondo, se tornasse quel calciatore apprezzato con la maglia del Cittadella, rappresenterebbe un lusso per la categoria. Un giocatore che può offrire a Lerda l’opportunità di utilizzarlo in diverse posizioni e anche come seconda punta.

 

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