Frosinone-Lecce 3-1, finale amara per i giallorossi

LECCE- Lacrime da una parte e dall’altra… finisce così l’infinito confronto tra Lecce e Frosinone. Lacrime di gioia che contrastano con quelle della delusione e della rabbia del Lecce. L’appuntamento era con la storia, l’appuntamento era con la serie B. C’era da vincere obbligatoriamente la finale play off. Di fronte il Lecce capace di scalare una classifica maledettamente complicatasi ad inizio stagione contro il Frosinone che facendo a sportellate per tutto il campionato era riuscito a insidiare il primo posto fino all’ultima giornata. Una finale onorata ben oltre i novanta minuti regolamentari.

Si è dovuto fare ricorso ai tempi supplementari per decretare il verdetto finale. Frosinone in serie B e Lecce che resta bloccato nelle sabbie mobili della Lega Pro. Un Lecce che esce dal campo a testa alta per impegno e sacrificio, ma con una sconfitta che pesa come un macigno.

Si partiva dall’1-1 del match di andata, esito che non garantiva assolutamente nulla a nessuno lasciando i giochi promozione apertissimi. Matusa tutto esaurito, in perfetto stile “grandi occasioni” 2000 i tifosi del Lecce presenti sugli spalti. Clima teso e tensione agonistica alle stelle per i giocatori in campo. Mister Lerda Cambia rispetto al match di andata.

Si rivede Martinez a fare coppia al centro della difesa con Abruzzese, non c’è Salvi squalificato al suo posto il ballottaggio lo vince De Rose a scapito di Amodio che salta la terza partita consecutiva dall’inizio. In avanti c’è Miccoli, assente sette giorni prima al Via del Mare, con lui Beretta. Sulle corsie esterne Doumbià e Ferreira Pinto. Gara vivace sin da subito tra due squadre attente a non scoprirsi pur cercando la costruzione del gioco.

Lecce piu’ intraprendente nella prima parte di match, l’asse Lopez-Doumbià funziona ed è proprio da quelle parti che nascono i pericoli maggiori per la porta di Zappino. Da una loro azione insistita prende le mosse l’azione che porta Beretta ad avventarsi come un avvoltoio in piena area di rigore. Il suo tocco sottoporta è destinato ad entrare nella storia del club giallorosso.

E’ il gol che permette al Lecce di passare in vantaggio. Gol siglato davanti al settore dei tifosi salentini. Il Frosinone accusa il colpo ma alza il baricentro. Beretta prova a scrivere in maniera indelebile il suo nome sul match ma tra le sue intenzioni e la gioia del secondo gol personale c’è un palo di troppo. Il Frosinone trema ma reagisce. Allo scadere del primo tempo la doccia gelata per il Lecce. Paganini sfrutta al meglio la libertà concessa dai difensori giallorossi e ristabilisce la parità. Come spesso accaduto nell’arco del campionato un gol trovato in pieno recupero.

Nella ripresa il Lecce gioca meglio, costringe il Frosinone ad abbassarsi sulla difensiva ma nonostante il maggior possesso di palla l’azione offensiva è sterile.

I ritmi alti e il gran caldo iniziano a farsi sentire in campo. Ne fa le spese De Rose che chiede il cambio per noie muscolari. Al suo posto Lerda sceglie Sacilotto. Il match sempre in bilico si trascina fino ai quattro minuti di recupero concessi da Ros di Pordenone. Al secondo di questi brivido sulla schiena dei tifosi giallorossi quando Carlini colpisce di testa da pochi passi. Caglioni è pero’ li’. Non bastano i 90 minuti regolamentari si va ai supplementari.

Nel primo tempo dell’extra time volano colpi proibiti in area e ne fa le spese Lecce che perde Beretta per doppia ammonizione. L’attaccante diventa cosi’ protagonista nel bene e nel male del match. Con un uomo in meno il Lecce soffre ma stringe i denti e resiste al forcing dei padroni di casa. Stellone tira fuori un difensore e schiera un attaccante in piu’.

Segnale chiaro di voler evitare i calci di rigore. Nel secondo tempo l’occasionissima capita sui piedi di Viola che spedisce a lato da ottima posizione. Il Lecce si difende con il coltello tra i denti contro un Frosinone piu’ in palla che cerca con ostinazione la conclusione. Caglioni è superlativo su Carlini impotente subito dopo su Frara che spedisce alle sue spalle. E’ un gol pesantissimo. Il Lecce perde la testa. Diniz la usa invece per rifilare una testata a Viola che gli vale l’espulsione. Lecce in nove uomini. 

Neppure i quattro minuti di recupero concessi per un’invasione di campo dei tifosi di casa, servono a molto. Sono i minuti della disperazione che pero’ non cambiano un verdetto aperto fino alla fine. Poco conta il gol del 3-1 siglato all’ultimo secondo di gioco da Viola.  E’ il triste epilogo di una finale che riserva lacrime amare alla squadra del Lecce e ai suoi tifosi che per il secondo anno consecutivo si vedono sfumare davanti agli occhi all’ultimo passaggio, all’ultimo atto della stagione la promozione in serie B. 

 

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