Cresima negata al padrino sposato con una divorziata: il bambino rinuncia al sacramento

SCORRANO- Se fosse un film, il titolo potrebbe essere “La cresima della discordia”. Se fosse un film. Ma non lo è. E‘ un fatto accaduto realmente a Scorrano dove ad un uomo del posto, Vito Maraschio, conosciuto in paese anche perchè presidente della Festa di Santa Domenica, è stato vietato di fare da padrino ad un ragazzino, amico di famiglia, prossimo alla cresima.
Il no è stato pronunciato dal Vescovo della Diocesi di Otranto, Mons. Donato Negro. Alla base della decisione, lo stato di famiglia di Maraschio sposato con una donna divorziata. Un ostacolo, secondo la diocesi. “Sono rimasto senza parole”, spiega il diretto interessato che ha anche scritto una lettera a Papa Francesco per esporre i fatti.

“A chi commette davvero reati e peccati gravi, viene concesso il perdono. A me, che sono tutt’altro che un peccatore, viene negata la partecipazione al sacramento di un carissimo amico di famiglia”.

Il ragazzino, tra l’altro, coerente con la scelta fatta sin dall’inizio, ha preferito rinunciare alla cresima piuttosto che al padrino, nonostante le insistenze dello stesso amico affinchè cambiasse idea pur di non perdere l’importante appuntamento con la chiesa.
Ma ormai il dado è tratto.

 “Anni fa ho sposato mia moglie che aveva avuto la sventura di veder fallire il precedente matrimonio. Per fare il padrino dovrei lasciare mia moglie e le mie figlie. Impensabile. Ma non voglio neanche rinunciare a fare il padrino di un ragazzo che non mi ha scelto certo per interesse o per suggerimento. Ecco perché voglio iniziare una semplice, ma decisa battaglia. Io no, un assassino si. Rivendico il mio essere cristiano e lotterò con ogni mezzo. Cercherò ogni occasione per far cambiare questa ingiustizia. Utilizzerò ogni strumento per stendere un velo sulla più grande mortificazione che mi potesse capitare. Farmi passare agli occhi di un ragazzino ed agli occhi della mia comunità come un cattivo esempio.”

 

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