Manni, la casa editrice festeggia 30 anni di attività

LECCE- 30 anni di libri, di pubblicazioni, di incontri, 30 anni di vita per la casa editrice salentina per eccellenza, che ha accompagnato la storia recente del Salento, raccontandola in saggi, in prosa e in versi.
Un compleanno speciale quello per Manni editrice, nata, 30 anni fa da un’idea del suo fondatore Piero Manni e cresciuta grazie allo spirito d’iniziativa e all’amore per la lettura di tutta la famiglia: Anna Grazia D’Oria, inserita tra i giurati del Premio Strega, e Grazia. L’idea era chiara: sprovincializzare un dibattito culturale che languiva dopo i fecondi anni Sessanta e Settanta, provando a valicare i confini regionali. Un obiettivo raggiunto grazie alla collaborazione di autori e intellettuali nazionali sempre pronti a dispensare consigli e proposte: maria corti ad esempio, Edoardo Sanguineti, Alda Merini, uomini e donne di cultura del secondo 900 la cui frequentazione costituisce, dice ripercorrendo questi anni il fondatore Piero Manni, il patrimonio immateriale della casa editrice.

E non sono stati certo anni semplici: cambia il mercato, si evolve, anche l’editoria è in crisi, la concorrenza di tv e tecnologia impongono nuovi percorsi. È difficile per  le case editrici più piccole persino arrivare nelle librerie. Ma a 30 anni di attività la casa editrice Manni ha intenzione di aggiungerne tanti altri ancora: e sugli scaffali sono pronte già le ultimissime pubblicazioni: un’inchiesta di Loris Campetti sull’ILVA, due libri sulla CGIL, un romanzo di Vito Bruno, il racconto di Lidia Menapace della propria esperienza di partigiana, una autobiografia con antologia poetica di Alda Merini, ed la ripubblicazione del primo libro edito: “Segni di poesia lingua di pace”, una antologia dei maggiori poeti del secondo Novecento sul tema della pace. Mentre continua a riscuotere successo il libro scritto dallo stesso editore, fichi secchi.

 

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