Inchiesta su Xylella, Forestale in Regione: acquisiti atti ed analisi

LECCE-  Hanno portato via interi faldoni, quelli della documentazione completa sulla patologia relativa al disseccamento rapido dell’olivo e quelli delle analisi effettuate sui campioni prelevati nei mesi scorsi nel Salento. Gli uomini del Nipaf della Forestale di Lecce si sono recati lo scorso 15 maggio a Bari, presso gli uffici dell’Osservatorio regionale fitosanitario, retto da Antonio Guario, e dell’Istituto agronomico mediterraneo di Valenzano. È a loro che ha affidato la delega alle indagini il pm Elsa Valeria Mignone, titolare del fascicolo al momento a carico di ignoti e senza ipotesi di reato. Per dare una svolta all’inchiesta, si sta procedendo con la nomina di un team di esperti che non facciano parte della cerchia dei tecnici già ingaggiati da Bari e che si siano già espressi sulla questione. Si cercano, dunque, persone terze, a cui affidare una consulenza scientifica specifica.

L’obiettivo è dare una risposta agli esposti plurimi presentati dalle associazioni e dai comitati ambientalisti, che hanno sollevato ombre relative alla diffusione del batterio Xylella fastidiosa, considerato, tra i diversi fattori, la causa più importante del complesso del disseccamento dell’olivo.

Sotto la lente degli investigatori è finito, innanzitutto, il workshop tenutosi il 18 ottobre 2010 su spinta di un tecnico olandese che lavorava allo Iam, Jaap Janse, coordinatore della rete europea Cost 873, formata da scienziati e industrie. Per la prima volta, in tempi tutt’altro che sospetti, in quel momento in Puglia ci si è ritrovati, dunque, per parlare di Xylella. Perché? C’è un nesso con quanto di apparentemente imprevedibile è accaduto dopo? Sono questi i nodi da sciogliere.

Ciò che ora emerge di inedito oggi è che, in quell’occasione, vennero introdotti a Bari dallo Iam, a fini di studio, campioni da analizzare del patogeno ora sotto accusa. Andarono poi distrutti, come certificano i referti dello stesso Istituto agronomico mediterraneo, che ha spiegato anche che la Xylella fatta arrivare in Italia apparteneva ad un ceppo diverso rispetto a quello riscontrato nel Leccese. C’è anche questo da verificare, con riscontri che la Forestale provvederà a cercare tramite ulteriori proprie analisi, alle quali si affiancheranno nuovi ascolti di persone informate sui fatti e nuovi sopralluoghi, dopo quelli aerei effettuati in autunno.

 

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