Intimidazione: data alle fiamme l’auto del Sindaco di Racale

RACALE- Lo ha svegliato, alle 3 e un quarto della notte, un boato che proveniva dalla strada. La sua auto, parcheggiata di fronte a casa era in fiamme. L’atto intimidatorio -questa l’ipotesi più accreditata- è indirizzato al sindaco di Racale, Donato Metallo, il primo cittadino più giovane della provincia di Lecce con i suoi 33 anni. 

Vive con i genitori, in via provinciale Alliste-Torre Suda. Uno scoppio, poi un altro, e immediatamente ha chiamato i soccorsi. I vigili del fuoco hanno potuto fare ben poco per la sua auto, una Dacia Duster bianca: il fuoco, partito dalla parte anteriore, l’ha completamente distrutta. “L’unica paura -ha detto- era che frammenti dell’auto raggiungessero casa, mandando in frantumi i vetri delle finestre”.

Metallo è stato eletto sindaco alle ultime amministrative del 6 e 7 maggio 2012, nelle file del Partito democratico, con la lista civica “Io amo Racale”.

Nella precedente legislatura era consigliere comunale di opposizione. Gestisce anche una piccola azienda. È diventato quello che in molti hanno definito “il sindaco rivoluzionario”, quello che -tra le altre cose- ha dato l’ok alla coltivazione della cannabis per uso terapeutico.

L’auto data alle fiamme è intestata a sua madre, Maria Teresa De Lorenzis, che ricopre il ruolo di dirigente del settore Attività produttive del Comune di Gallipoli.

Il gesto intimidatorio era indirizzato a lei o al figlio? Lo diranno le indagini affidate ai carabinieri della stazione di Racale che, con i colleghi della Compagnia di Casarano, chiariranno i contorni di quanto accaduto, dell’incendio appiccato usando una bottiglia contenente liquido infiammabile.

Abbiamo chiesto al sindaco, che ha parlato con i carabinieri, se pensa che sia un atto legato alla sua attività politica e lui esclude categoricamente che possa c’entrare la sua vita personale. La risposta del sindaco al fuoco, intanto, è questa: “Stamattina sono già al lavoro, in comune -dice- andiamo avanti e basta. E tutto quello che avevamo in programma di fare, lo faremo”.

 

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