Estorsioni per il rinnovo del Cda? Si indaga sulla Bcc di Terra d’Otranto

LECCE- I carabinieri del Ros si sono presentati nella sede centrale della Banca di Credito Cooperativo di Terra d’Otranto, in Viale Leopardi, a Lecce, poco dopo le 9 del mattino. I militari, diretti dal Col. Paolo Vincenzoni, hanno acquisito tutta la documentazione relativa elle elezioni per il rinnovo delle cariche sociali che, una decina di giorni fa, avevano decretato la riconferma del presidente uscente, Dino Mazzotta, con il 70% delle preferenze, contro il 30% andate all’altro candidato presidente, Giulio Ferrieri Caputi.
L’azione dei militari è volta a chiarire, d’intesa con il sostituto procuratore Camren Ruggiero, titolare dell’inchiesta, le modalità di voto. Non solo attraverso lo studio delle carte, ma anche con l’acquisizione di alcuni computer. Il decreto di sequestro è stato firmato dalla Direzione Distrettuale Antimafia. L’ipotesi di reato è: estorsione aggravata dal metodo mafioso.

L’indagine, su cui c’è il massimo riserbo, si muove nell’ambito del rinnovo del Consiglio d’Amministrazione dell’istituto di Credito, avvenuto lo scorso 4 maggio e punta a chiarire se ci siano state o meno pressioni sugli elettori, se ci sia stato, in qualche modo, una forma di “voto pilotato”. Il responso delle urne non aveva lasciato spazio ad alcun dubbio sull’esito del suffragio. Due le liste in gara.

La prima, quella di Dino Mazzotta, che aveva ottenuto 1146 preferenze. La seconda, di Giulio Ferrieri Caputi, che non è andato oltre i 552 voti.

“Sono sereno” commenta il Presidente Dino Mazzotta che aggiunge: “è stato fatto tutto nella massima trasparenza, non abbiamo nulla da nascondere. Ovviamente confido nel lavoro della magistratura e sono sicuro”conclude “che tutto si risolverà per il meglio”.

 

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