Discarica Corigliano, Forza Italia chiede chiarezza e lancia l’allarme: “Salta il ciclo e aumentano i costi”

CORIGLIANO- I forzisti sentono puzza di bruciato dietro la marcia indietro di Nicastro sulla discarica di servizio di Corigliano. Dopo uno scontro con Blasi la sua posizione è cambiata. “Proprio lui – spiegano dai banchi dell’opposizione- che aveva detto che c’è chi costruisce carriere sulle vicende dei rifiuti”.

Oggi, un ordine del giorno promosso dalla maggioranza in Consiglio regionale, mette in discussione il Piano Regionale dei Rifiuti Urbani regolarmente discusso e votato: infatti, esprime la “decisione di impegnare le strutture competenti a convertire la discarica di Corigliano, allo stato destinata al conferimento del biostabilizzato maturo, ad altro uso, scaricando sull’OGA LECCE la gestione dell’impianto”. Per i forzisti un ordine del giorno contraddittorio in cui si delega all’assemblea dei sindaci una scelta che dovrebbe essere regionale, inoltre, con un ordine del giorno, si pretende di modificare il Piano votato in Consiglio.

Le contraddizioni sono diverse: l’assessore all’Ambiente prima dice che non c’è rischio per la falda a Corigliano, ma nella relazione approvata successivamente si smentisce. Forza Italia adesso vuole chiedere chiarimenti in Consiglio: presenterà un ordine del giorno per capire quale altro sito sostituirà Corigliano. C’è il problema di un ciclo dei rifiuti che in questo modo rischia di non chiudersi più. E c’è anche il guaio economico: la conversione della discarica di soccorso ha un costo che si aggira intorno ai 20 milioni e la Regione non può lavarsene le mani.

Aloisi chiede come mai non ci sia stato ancora un intervento sulla vecchia discarica di Corigliano, quella che rischia di sversare il pericolato nella falda, anche se esiste un banco naturale di argilla che attualmente mette al sicuro il terreno.

 

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