Spari, bombe e proiettili: imprenditori nel mirino

LECCE- Troppe volte, negli ultimi sei mesi, Lecce si è svegliata di soprassalto nel cuore della notte con l’esplosione di colpi di pistola, di bombe, con l’odore acre del fuoco. Ora anche i proiettili indirizzati al presidente della Camera di Commercio Alfredo Prete. Obiettivo: fare paura. Agli imprenditori locali, a chi ha piccole attività -negozi, bar, pizzerie- o realtà più grandi, come il Lido York di Prete.

Il primo episodio il 13 ottobre: colpi a raffica esplosi contro la saracinesca del Bar Bellini, nella zona dei Salesiani. L’intero quartiere si sveglia per le otto pistolettate.

A dicembre, 10 giorni prima di Natale, una bomba viene piazzata e fatta esplodere davanti al bar Paisiello, in via Palmieri. Tre mesi dopo viene data alle fiamme la porta d’ingresso dello stesso, storico, bar.

Il 13 dicembre, l’intera Piazza Partigiani si sveglia con il suono delle sirene di polizia e carabinieri. L’attentato a colpi d’arma da fuoco stavolta ha nel mirino il Bar Carletto, a quell’ora chiuso e con le saracinesche abbassate. 5 colpi uno dietro l’altro, una raffica che qualcuno dei residenti avrebbe anche sentito.

La notte di Capodanno, un boato si confonde tra i fuochi dei festeggiamenti di San Silvestro: l’obiettivo è diventato il Bar White. Una bomba manda in frantumi la vetrata. È mezzanotte e mezza quando le telecamere di videosorveglianza riprendono un uomo dalla corporatura normale, vestito di scuro, con indosso un casco, che si avvicina al bar, sistema l’ordigno a terra, lo accende e scappa via.

Il 9 marzo, 4 colpi di pistola vengono esplosi contro la caffetteria Santa Rosa, davanti al tribunale di via Brenta.  4 colpi di pistola, cal 7,65, raggiungono la vetrata del bar, il muro adiacente, e il lunotto posteriore della Hyundai Atos dello stesso titolare del bar, parcheggiata nelle vicinanze. È proprio lui a dare l’allarme e a far arrivare sul posto la polizia.

Il 23 aprile, in via Duca d’Aosta, molti colpi, una quindicina, vengono esplosi da una semiautomatica e forano le saracinesche, a quell’ora abbassate, del negozio di proprietà di Isola e soci, specializzato nella vendita di materiali elettrici e impianti d’allarme.

La notte tra il 28 e il 29 aprile, colpi di pistola contro la pizzeria La Diavola in Viale Giovanni Paolo II, a Lecce, fanno tornare la paura. Il bersaglio è la saracinesca e uno dei proiettili oltrepassa la serranda finendo all’interno del locale, segno che chi ha sparato lo ha fatto da molto vicino.

Messaggi, vendette, avvertimenti ai quali le forze dell’ordine cercano di dare un nome. Il Prefetto Giuliana Perrotta ha presieduto una riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia nel corso della quale è stata affrontata anche la questione relativa alla recrudescenza degli episodi intimidatori nei confronti dei titolari di esercizi commerciali e attività produttive.

“Dopo aver preso atto del documento presentato in Prefettura dal Comitato ristretto per la legalità – costituito da Associazioni datoriali ed Organizzazioni sindacali, alla quale aderiscono anche rappresentanti della Camera di Commercio, di Confindustria, di Confcommercio, della Coldiretti e dal Clai e la Cassa Artigiani di Lecce – si è stabilito di incontrare il Comitato nella prossima riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia che si terrà il 7 maggio” scrivono dalla prefettura. Il Prefetto ha inoltre riferito l’imminente rilascio dell’autorizzazione del Ministero dell’Interno per la sottoscrizione del Protocollo di legalità tra la Prefettura di Lecce e le Associazioni dei gestori e dei titolari degli stabilimenti balneari”.

 

 

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