“Natimortalità”: inizia la battaglia per dare una sepoltura ai bambini mai nati

LECCE- “E’ mio quel figlio mai nato, lui vive nel mio cuore anche se non ha mai visto il mondo….E’ mio, solo mio, quel figlio mai nato, è mio perché lui ha fatto parte di me ed io sono stata un pezzo di lui...”. Nella giornata odierna, presso il Museo Sigismondo di Castromediano, si è svolto un toccante convegno sul tema dellaNatimortalità”: un fenomeno per molti versi ignorato, ma che tocca da vicino 180.000 famiglie all’anno, che sperimentano la morte di un feto e che si scontrano, in molte casi, con profonde ed ingiuste carenze legislative e normative.

Quello di oggi è stato un incontro pieno di emozioni e commozione. Un incontro in cui è emersa una realtà che forse troppo spesso è passata inosservata ingiustamente. Ma ora non sarà più così.

Durante il convengo hanno preso parola il Presidente Mrs e vice presidente del Mir Paolo Pagliaro, il coordinatore nazionale del Mir Gerardo Meridio, la coordinatrice del Coord. Femminile MRS Ada Alibrando, il presidente dell’Ass. Pensiero Celeste Andrea Napoli e la dottoressa in Scienze della Formazione Primaria e degli Adulti Ilaria Quaglieri.

Stando a quanto previsto dalla legge italiana, se un bambino nasce morto dopo la 28° settimana può essere registrato presso l’anagrafe e, solo successivamente, si può procedere alla sua sepoltura. Se, invece nasce vivo e muore dopo la nascita, in tal caso si deve provvedere a effettuare prima il suo atto di nascita e poi quello di morte. Solo in questi casi, perciò, vi è l’obbligo di registrazione presso l’anagrafe. Se invece il bambino nasce morto prima della 28° settimana lo si considera un aborto e i genitori non devono fare alcuna denuncia. Tuttavia, essi hanno la possibilità di chiedere, entro 24 ore dalla espulsione o estrazione del feto, la sepoltura anche dei figli di età inferiore alle 20 settimane. Si tratta, però, di tempi molto stretti che il più delle volte i familiari non conoscono e su cui non vengono informati.

Una realtà ingiusta a cui “Pensiero Celeste” vorrebbe porre fine. Nata da una coppia di genitori, che hanno vissuto la drammatica esperienza della loro bambina “Celeste” nata morta alla 27esima settimana di gestazione e che hanno iniziato per lei una lunga battaglia legale per ottenere di poter iscrivere il nome della figlia nel registro dell’anagrafe civile del loro Comune, l’associazione si batte per sostenere altre famiglie che vivono lo stesso dramma. Ad appoggiare questa battaglia anche il Mir e il Movimento Regione Salento.

“Siamo un movimento politico territoriale e nazionale che porta con sé una serie di valori etici molto forti, partendo dalla  nostra tradizione cristiana e cattolica, che pensiamo abbiano un valore altissimo- ha affermato il Presidente Pagliaro. Il nostro è un movimento politico che si sa distinguere, che ha una barra dritta ma un orizzonte lungo su temi che possono sembrare marginali, ma che forse sono quelli più importanti, più intimi, che ci richiamano al valore sacrosanto che è il rispetto alla vita e del nostro essere uomini di fede e di attenzione verso tutte quelle tematiche che sono legate in un qualche modo alla nostra sensibilità e alla nostra storia identitaria…Noi siamo un movimento politico che ha voglia di parlare al cuore“.

“Si tratta di una realtà sottaciuta –ha sottolineato Ada Alibrando– un dolore inespresso, intimo e sordo di cui vorremmo farci da portavoce, assumendo l’impegno di sensibilizzare le autorità, di analizzare i profili psicologici e normativi, di dare risposte concrete e aderenti alla realtà nell’ambito di un tema etico che prende il nome di RISPETTO ALLA VITA!”

In particolare, questa battaglia ha un obiettivo preciso: stabilire il peso di 500 grammi alla nascita del feto quale limite per poter chiedere, se i genitori volontariamente deliberano, l’iscrizione all’anagrafe di un figlio nato morto ed essere riconosciuto a tutti gli effetti dalla legge.

“Quello della Natimortalità è soprattutto un tema di civiltà a cui è necessario dare delle risposte– ha affermato Meridio- Max Weber diceva che “non si realizzerebbe ciò che è possibile se nel mondo non si aspirasse sempre all’impossibile”. E allora proviamoci anche noi. Qual è lo strumento per  far diventare  l’impossibile possibile? Dando una risposta attraverso una proposta legislativa, affinchè si modifichi l’attuale legge”. Ma non solo, Meridio ha proposto di dare un peso maggiore a quest’iniziativa  con una raccolta firme affinchè anche i cittadini facciano la loro parte.

Il Presidente del Movimento Regione Salento ha concluso dicendo che sin dal prossimo lunedì 14 aprile, sarà inviata la richiesta a tutti i sindaci della provincia di Lecce, Brindisi e Taranto, affinchè venga istituita un’apposita anagrafe  per i bambini “mai nati” e per dar loro una degna sepoltura. Inoltre il Movimento si impegnerà a effettuare una verifica, un censimento nel territorio al fine di capire quante famiglie vivono questo dramma.

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