Regione, le vere assenze sono nel “Firma e Fuggi”

BARI- Gli ultimi caduti nell’inghippo sono stati gli attivisti del Movimento 5 Stelle, finiti nel tritacarne delle polemiche per aver ingiustamente bollato l’ assessore Guglielmo Minervini come assenteista del Consiglio. Un errore imperdonabile visto che le cause che hanno spinto Minervini ad assentarsi erano tristemente note. 

Il punto, però, è un altro. Perché il grande scandalo del Consiglio regionale pugliese non sono i permessi ufficiali richiesti e quindi le assenze registrate e risultanti come tali. Il vero scandalo è quel vizietto tanto praticato del “firma e fuggi”. Nessun registro ufficiale a smascherare l’odiosa pratica. Ma un prassi talmente consolidata da mandare spesso in tilt l’Aula. Si perché la malsana abitudine di dichiararsi presenti e di non esserci in realtà, spesso e volentieri, ha indotto a schiantarsi contro la mancanza del numero legale. Ma certo questo viene scoperto quando qualche indispettito o divertito consigliere di opposizione mette il bastone tra le ruote alla maggioranza. Ma naturalmente i banchi vuoti sono assolutamente bipartisan.

E basta una telecamera attenta come la nostra a smascherare, voto dopo voto, i veri assenti del Consiglio. Capiamoci meglio. Ad inizio seduta il presidente del consiglio comunica i consiglieri che hanno richiesto congedo, ovvero gli assenti giustificati. Nell’ultima seduta di consiglio, ad esempio, hanno chiesto congedo in 4. Caroli, Di Pumpo, Nicastro, Ruocco e il Presidente della Giunta, Vendola. Dunque se la matematica non è un’opinione 70 consiglieri meno 5 assenti giustificati, il numero dei votanti è 64.

Ma in quest’aula la matematica si schianta con la pratica fisica del firma e fuggi. Ed ecco qui che, come si vede durante il dibattito, al momento del voto delle 64 firme in Aula ce ne sono solo 49. E dopo meno di mezz’ora 47. Forse qualcuno non aveva avvisato i due colleghi che c’era ancora qualcosa da votare prima di darsi alla fuga. Un esempio su tutti. Ma come questo se ne possono fare per ogni seduta del Consiglio. Nella penultima ad esempio è mancato il numero legale.

Nelle precedenti, come vedete, il numero medio dei presenti è sempre quello. Con un imbarazzante picco di 40 presenti. Ovvero 30 assenti. Quasi la metà del Consiglio, e più di quelli che sono stati tagliati nella riforma del numero dei consiglieri che come vedete è nei fatti. Per non parlare delle Commissioni dove le deleghe affidate ai consiglieri sempre presenti fioccano come fiori a primavera! E se questo non bastasse si aggiunga un altro dato. La legge regionale in vigore dal 2013 ha modificato le sanzioni per gli assenteisti. 200 euro per ogni seduta del Consiglio dove non si risulta presenti, 120 euro da decurtare per le commissioni e 80 per le assenze ingiustificate nelle conferenze dei capigruppo. Ebbene, saranno stati pesantemente sanzionati penserete voi.

Eh no. Perché ciò che determina la presenza è la firma sul registro. Naturalmente da apporre solo all’entrata. Non fa fede il voto elettronico, non fa fede una firma di uscita. Non fa fede nulla. Basta solo una firmetta all’entrata per dimostrare che si era presenti. E difatti dal 2010 ad oggi non è mai stato decurtato un euro dalle buste paga dei consiglieri. E dire che la pratica così poco edificante è sotto gli occhi di tutti.

 

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