“Ho ucciso per difendermi”, il killer del rom confessa l’omicidio

“Ho ucciso accecato dalla rabbia dopo essere stato minacciato con una pistola”. Confessa Fabio Perrone, il killer di Trepuzzi e si difende dall'accusa della premeditazione. Lo ha fatto durante l'interrogatorio di convalida dell'arresto rispondendo alle domande del gip.

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TREPUZZI-  Nessuna premeditazione, solo un raptus improvviso e la legittima difesa: Fabio Perrone, il killer del rom Fatim Makovic, ha confessato l’omicidio fornendo la sua versione dei fatti. Lo ha fatto durante l’interrogatorio per la convalida dell’arresto rispondendo alle domande del gip Vincenzo Brancato, alla presenza del pm francesca miglietta e naturalmente del suo avvocato difensore Antonio Savoia.

“Ho sparato all’impazzata senza rendermi conto di quello che stavo facendo, dopo essere stato picchiato, accerchiato e minacciato con una pistola”, ha raccontato l’assassino al gip, ammettendo le sue responsabilità, arresto perrone trepuzzima cercando di attenuare la sua colpa. L’interrogatorio è durato poco meno di un’ora. L’indagato ha ricostruito minuto dopo minuto tutto quanto accaduto la notte tra venerdi e sabato nel Gold Bar di Trepuzzi, tragicamente finita nel sangue.

Tutti ballavano in pista quella sera, nessuno immaginava cosa sarebbe accaduto poco dopo. Qualche spintone, un litigio, una rissa, e poi la discussione che continua fuori dal locale quando, sempre secondo il suo racconto, Perrone viene accerchiato dal gruppo di rom. Uno di loro estrae una pistola puntandogliela contro. Perrone riesce a strappargliela dalle mani e con questa insegue Makovic sin dentro al bagno uccidendolo, accecato dall’ira.

“Non sapevo a chi stavo sparando, non conoscevo nessuno, non avevo premeditato nulla”, ha detto Perrone, “ho sparato e ucciso, e se i proiettili hanno colpito anche qualcun altro, non me ne sono reso conto. La mafia non c’entra, dice, non conoscevo la vittima”.

Poi accade quello che è già noto: Perrone riesce con l’aiuto di alcuni amici a raggiungere Casalabate portandosi dietro l’arma di cui disconosce la proprietà. Di lì a poco i Carabinieri del Nucleo Investigativo lo arresteranno.