Dossier Ilva sul tavolo del Parlamento europeo

Il caso dell'Ilva all'attenzione del presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz.

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TARANTO- Il caso dell’Ilva di Taranto all’attenzione del presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz. Lo annuncia in una nota Peacelink, associazione ambientalista, che il 2 aprile incontrerà Schulz a Bruxelles. «Peacelink – si dichiara – ha preparato un dossier per evidenziare la gravità delle situazione in cui versa Taranto, assieme all’inerzia e alla scarsa attendibilità con la quale le autorità italiane affrontano le questioni ambientale, sanitaria e occupazionale che riguardano la città».

In particolare, Antonia Battaglia «è stata delegata a rappresentare Peacelink e illustrerà al presidente del Parlamento Europeo la posizione dell’associazione sui lacunosi monitoraggi e sulla scarsità delle misure prese per proteggere gli operai e la popolazione dall’impatto ambientale e sanitario di un impianto siderurgico obsoleto e fuori dalle norme europee». Battaglia, viene annunciato, «farà il punto anche sulle leggi “Salva Ilva” approvate dal Parlamento Italiano e sulle risoluzioni del Parlamento Europeo che riguardano le aree di “declino industriale” che necessitano di bonifiche e di riconversione».

L’incontro a Bruxelles del 2 aprile tra Peacelink e il presidente del Parlamento Europeo era «previsto da tempo» e «si iscrive nel rapporto che Peacelink ha instaurato da tempo con il presidente Schulz che é stato costantemente aggiornato sulla evoluzione della situazione di Taranto» dichiara l’associazione ambientalista. Shulz, afferma Peacelink, in una mail recente «ha espresso il proprio sostegno alla popolazione ed ha dichiarato di seguire da vicino la questione Ilva. PeaceLink – prosegue il comunicato – vuole portare Taranto a Bruxelles e far arrivare la voce disperata di una città sulla cui sorte é calato un silenzio assordante.

Quest’azione vuole essere un’esperienza pilota per far arrivare all’attenzione del Parlamento Europeo il dramma di tutte le aree inquinate d’Italia per le quali occorre un progetto di bonifica e, spesso, di riconversione. Taranto deve diventare, come caso apripista, un punto fermo sull’agenda anche del prossimo Parlamento Europeo.

Le richieste che Peacelink avanzerà al presidente Schulz – dichiara inoltre l’associazione ambientalista – riguardano non solo la situazione presente ma anche il futuro, con l’inclusione di Taranto in progetti europei di sviluppo sostenibile, da estendere ad altre città inquinate che versano in situazioni analoghe di declino industriale». Peacelink ha anche annunciato per il 10 aprile un incontro a Bruxelles col commissario europeo all’Ambiente, Janez Potocnik, a cui verrà chiesto di far proseguire la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia a proposito delle violazioni dell’Ilva in materia ambientale, procedura che è stata ufficialmente aperta nello scorso settembre.