Legambiente e abusi edilizi: “Tartarugaio ecomostro. Pino di Lenne un abuso”

Nuovo esposto di Legambiente Taranto sul villaggio turistico Pino di Lenne di Palagiano: "Cessino gli abusi e si rispetti la legge". E sul tartarugaio in città: "E' un ecomostro". Il 2 luglio via la processo per otto.

Legambiente Puglia

TARANTO- Tartarugaio e Pino di Lenne. Due casi di presunto abuso edilizio che solo a parlarne fanno drizzare le antenne a Legambiente. Un vero e proprio ecomostro. È cosi che l’associazione ambientlaista definisce la struttura del tartarugaio di Taranto. Uno scempio che ha letteralmente devastato una delle più belle visuali della città, quella della ringhiera lungo corso Vittorio Emanuele.

Sono finite a processo, tra dipendenti e dirigenti comunali, 8 persone. Processo il cui inizio è fissato per il prossimo 2 luglio. La struttura, incompleta, di proprietà del comune (parte offesa assieme alla regione e all’ autorità portuale), è costata, 2 milioni e 400mila euro. Ed oggi, dopo il sequestro della finanza a luglio scorso, disposto dal gip Vilma Gilli , l’edificio, potrebbe essere demolito. Il tartarugaio infatti, secondo l’ accusa, è stato costruito senza autorizzazione paesaggistica e, sulla base di un intervento di colmata dello specchio d acqua antistante la struttura. intervento mai autorizzato.

“Non sappiamo quale  sarà l’esito del processo – dichiara Legambiente – per noi il tartarugaio resta, comunque, un autentico pugno nell’occhio”. “Cessino gli abusi e si rispetti la legge – aggiunge l’associazione, in riferimento anche al villaggio di pino di Lenne a Palagiano. Una storia infinita cui si aggiunge un nuovo esposto di Legambiente:  “Una vicenda di abusi ed omissioni lunga 35 anni , ben nota a tutte le Autorità, con decine di esposti e, soprattutto, decine di Sentenze dei Tribunali Penali, Amministrativi e Civili, tutte assolutamente favorevoli allo Stato, al Comune ed a Legambiente” .

Eppure il villaggio turistico continua la sua attività. Da qui l’ennesimo esposto dell’associazione ecologista rivolto, questa volta, al procuratore della Repubblica di Taranto , al procuratore generale presso la Corte dei Conti, agli assessori regionali all’urbanistica e all’ambiente, al prefetto e al questore di Taranto e anche al ministro dell’interno Angelino Alfano. Più voci chiamate in causa da Legambiente, per dire basta, una volta per tutte , ad ogni forma di abusivismo e illegalità.